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Curare l'ipertensione arteriosa sistemica lieve-moderata in gravidanza? SI, riduce gli eventi avversi materni e feto-neonatali

Fonte: Archives of Gynecology and Obstetrics  DOI: 10.1007/s00404-011-2205-2.

Il trattamento farmacologico della PIH (ipertensione arteriosa sistemica indotta da gravidanza) da lieve a moderata è associato a più basso tasso di eventi avversi non fatali sia materni che feto-neonatali rispetto al non utilizzo di routine della terapia antipertensiva, mentre purtroppo sembra non apportare nessun beneficio significativo in termini di mortalità materna e perinatale. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott Molvi S.N ed i suoi collaboratori che, in considerazione del fatto che la PIH è spesso associata ad esiti negativi fetali e materni ma anche che il ruolo del farmaco per controllarla è controverso, hanno condotto uno studio prospettico per valutare se il trattamento farmacologico della PIH di entità da lieve a moderata fosse efficace nel migliorare gli esiti materni e fetali. I ricercatori hanno arruolato un totale di 150 donne in gravidanza consecutive senza proteinuria e con il valore di PA sistolica registrata dal medico di 140-160 mmHg e/o PA diastolica di 90-105 mmHg in due occasioni ≥ 6 h nel periodo tra le 20 e 38 settimane di gestazione. Tutte le pazienti sono state randomizzate a ricevere labetalolo o alpha-metildopa (50 pazienti ciascuno) più terapia standard (gruppo di trattamento) o solo la cura standard (50 pazienti) (gruppo di controllo). Dai risultati ottenuti è emerso che rispetto al gruppo di controllo, il gruppo di trattamento ha avuto una minore incidenza di PIH grave (28% vs 10%, P=0,005), proteinuria (28% vs 12%, P=0,016), ospedalizzazione prima del termine (28% vs 14%, P=0,041) e parto con taglio cesareo (38% vs 22%, P=0,042). In un modello di regressione logistica multivariata, aggiustato per età materna, peso, PIH precedente, di emoglobina al basale, frequenza cardiaca a riposo e livelli di PA, la terapia antipertensiva era associata ad una minore incidenza di eventi avversi materni (P=0,011). Inoltre, rispetto al gruppo di controllo, il gruppo di trattamento ha avuto una minore incidenza di neonati SGA (Small for Gestation Age) (40% vs 23%, P=0.033), parto pretermine (36% vs 14%, P=0,002), e di necessità di ricovero in unità neonatale (30 % vs 15%, P=0,036). Dopo aggiustamento per età materna, peso, emoglobina al basale, frequenza cardiaca a riposo, valori di PA, storia di PIH, morte fetale, parto prematuro o SGA bambino, la terapia antipertensiva era associata ad una minore incidenza di eventi avversi perinatali (P=0,016 ), mentre i tassi di mortalità materna e perinatale non erano significativamente differenti tra i gruppi di trattamento e di controllo.

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