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Studio ASCOT: serve veramente la PCR?

Fonte: European Heart Journal Volume 33, Issue 4 Pp. 486-494.

Nello studio ASCOT è stato randomizzato un sottogruppo di 4.853 pazienti con colesterolo totale ≤ 6,5 mmol/L (250 mg/dL) ad assumere atorvastatina o placebo. In questo studio caso-controllo, durante 5,5 anni di follow-up, sono stati registrati 485 eventi cardiovascolari (CV) abbinati per età e sesso con 1.367 controlli. I valori basali del colesterolo LDL (LDL-C) e di proteina C-reattiva (PCR) hanno predetto gli eventi cardiovascolari con odds ratio (OR) 1,31 (intervallo di confidenza al 95% CI: 1,10, 1,56), P=0.002 e OR 1,19 (IC 95% 1,05 - 1,34), P=0,006, rispettivamente. La PCR al basale non ha indicato l'entità degli effetti CV di atorvastatina (P=0,54). A 6 mesi, atorvastatina ha ridotto la mediana di LDL-C da 40,3% e la mediana della PCR del 27,4%. In pazienti randomizzati ad atorvastatina, un LDL-C inferiore a 6 mesi era associato ad una significativa riduzione nei successivi eventi cardiovascolari [OR 0,41 (0,22 - 0,75), P=0,004] a confronto tra valori sopra e sotto la media (2,1 mmol/L). Al contrario, la PCR sotto il valore mediano (1,83 mg/L) rispetto alla PCR sopra la mediana non è stata associata ad una riduzione significativa degli eventi cardiovascolari [OR 0,86 (0,49 - 1,51), P=0,60]. Tra questi pazienti ipertesi selezionati sulla base dei tradizionali fattori di rischio CV, la proteina C-reattiva non è utile a predirre gli eventi cardiovascolari e, criticamente, la riduzione della proteina C-reattiva associata alla terapia con statine non era un predittore di outcome CV da sola o in combinazione con il parametro LDL-C.

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