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Donne con sindromi coronariche acute e sintomi depressivi: teniamo d’occhio anche il QT!!!

Fonte: Europace (2012) 14 (2): 267-271. doi: 10.1093/europace/eur246.

E' noto che la depressione rappresenti un fattore di rischio di mortalità per sindrome coronarica acuta (SCA), così come l’allungamento dell’intervallo QT all’ECG. Il Dott. Whang ed i suoi colleghi hanno ipotizzato che l'intervallo QT possa essere correlato a sintomi depressivi in pazienti con SCA. Sono stati analizzati gli ECG di pazienti ricoverati con diagnosi di angina instabile o infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST provenienti da due studi prospettici osservazionali sulla depressione in SCA e confrontati con un gruppo di controllo di soggetti non depressi. I sintomi depressivi sono stati valutati tramite il Beck Depression Inventory (BDI) e la depressione è stata definita come un cut-off di punteggio BDI ≥ 10. Sono stati esclusi dalle analisi i pazienti con durata del QRS ≥ 120 ms e/o coloro a cui sono stati prescritti farmaci antidepressivi. Nelle analisi sono stati inclusi 243 uomini (40,0% con BDI ≥ 10) e 139 donne (62,0% con BDI ≥ 10). Tra le pazienti di sesso femminile con sintomi depressivi la media del QT corretto con il metodo Fridericia (QTcF) è stato 435,4 ± 26,6 ms rispetto a 408,6 ± 24,3 ms nel gruppo di pazienti non depresse (P<0,01). Contrariamente al risultato riscontrato nelle donne, tra gli uomini la media del QTcF non era significativamente differente tra i gruppi di pazienti con depressione e non (415,4 ± 23,6 vs 412,0 ± 25,8 ms, p=0,29). Dall'analisi multivariata, che teneva in considerazione anche altre variabili tra cui l'ipertensione, il diabete, il tipo di SCA, la frazione d'eiezione ventricolare sinistra <0,40 e l'uso di farmaci con effetto di prolungamento dell'intervallo QT, è emersa una correlazione statisticamente significativa tra sintomi depressivi e sesso (p<0,001). Pertanto, in conclusione, sembrerebbe che l’allungamento dell'intervallo QT possa essere associato a sintomi depressivi nelle donne, ma non negli uomini, con SCA. In considerazione di questa curiosa correlazione sarebbero utili ulteriori studi per valutare gli eventuali meccanismi del rapporto tra depressione ed anormale ripolarizzazione cardiaca, in particolare nelle donne, al fine di sviluppare potenziali strategie di trattamento.

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