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PFO e recidiva di ictus: chiusura del difetto meglio della terapia medica

Fonte: Circulation 2012;125:803-812.

I pazienti con ictus ischemico o attacco ischemico transitorio presumibilmente correlato al forame ovale pervio (PFO) sono a rischio di recidive di eventi cerebrovascolari. Questo studio ha esaminato le differenze a lungo termine delle recidive cerebrovascolari tra coloro che hanno subito una chiusura percutanea di PFO e tra coloro che sono stati sottoposti alla sola terapia medica. In pratica, 308 pazienti consecutivi con eventi cerebrovascolari presumibilmente correlati a PFO sono stati sottoposti o a chiusura percutanea (150 pazienti) o ad un trattamento medico (158 pazienti). I pazienti sono stati seguiti in maniera prospettica per un massimo di 15 anni. Sette pazienti sono stati persi durante il follow-up. L'outcome primario era un composito di ictus, attacco ischemico transitorio o embolia periferica. Ad un follow-up mediano di 9 anni, l'end point primario composito si è verificato in 11 pazienti con chiusura di PFO percutanea (11%) e 22 pazienti sottoposti a cure mediche (21%, hazard ratio 0,43, intervallo di confidenza 95% 0,20-0,94 P=0.033). L'effetto del trattamento è stato principalmente guidato da una diminuzione del rischio di attacco ischemico transitorio del 5% nel gruppo chiusura PFO rispetto al 14%, del gruppo terapia medica (hazard ratio 0,31, intervallo di confidenza 95% 0,10-0,94, P=0.039).

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