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Tromboembolismo venoso: differenze razziali

Fonte: Circulation 2012: 125:837-839.

Bel Clinician Update su un tema sempre interessante... La trombosi venosa nei pazienti di razza nera. Solo qualche dato... Negli ultimi 20 anni, vi sono state numerose evidenze che dimostrano come la malattia tromboembolica venosa (VTE) sia più frequente nei soggetti di razza nera (dal 30% al 60% più frequente) rispetto agli altri gruppi razziali (nell'ordine caucasici ed asiatici) oltre ad avere un outcome peggiore. Sono, inoltre, più frequenti i fenomeni tromboembolici venosi anche durante il periodo gravidico. Alcuni dei più diffusi deficit genetici sono più frequenti nella razza bianca (es. fattore V di Leiden e mutazioni del gene della protrombina G20210A), il chè dimostra che altri fattori possono essere determinanti nella genesi della VTE. Nei pazienti di razza nera sembra importante l'ereditarietà dell'emoglobina S (quella dell'anemia falciforme) che porta, anche se in forme minori di malattia (il Trait falciforme), all'attivazione di fattori pro-coagulativi. Sono anche comuni elevati valori di fattore VIII e di Von Willebrand, entrambi associati ad una più spiccata trombofilia. In aggiunta, i markers del sistema dell'attivazione della coagulazione come ad esempio il D-Dimero plasmatico e i complessi plasmina/antiplasmina, sono frequentemente e generalmente più elevati nei pazienti di razza nera. Per concludere, si deve segnalare la maggior incidenza nella razza nera di patologie croniche come ipertensione, diabete ed insufficienza renale cronica il cui ruolo è ancora da definire riguardo l'eventuale maggior incidenza di trombosi venosa profonda e VTE.

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