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Controllo glicemico e mortalità cardiovascolare in soggetti diabetici in emodialisi: uno studio a 6 anni

Fonte: Diabetes 2012; 61(3): 708-715.

Questo studio ha valutato il valore predittivo dell’HbA1c e della glicemia nel predire la mortalità in una coorte di 54.757 soggetti diabetici sottoposti a emodialisi (MHD) con un’età di 63±13 anni, 51% uomini, 30% Afro-americani, 19% Ispanici. L’hazard ratio per tutte le cause di morte (HR) per valori di HbA1c di 8.0-8.9, 9.0-9.9 e ≥10%, rispetto al riferimento di 7.0-7.9% è stato 1.06 (95% CI 1.01-1.12), 1.05 (0.99-1.12) e 1.19 (1.12-1.28), rispettivamente. Un aumento simmetrico della mortalità si è anche verificato nelle classi di HbA1c più basse (6.0-6.9%, HR 1.05 [95% CI 1.01-1.08]; 5.0-5.9%, 1.08 [1.04-1.11] e ≤5%, 1.35 [1.29-1.42]) rispetto al riferimento di 7.0-7.9%. L’HR per tutte le cause di morte per una glicemia media di 175-199, 200-249, 250-299 e ≥300 mg/dL, rispetto al modello di 150-175 mg/dL è risultato 1.03 (95% CI 0.99-1.07), 1.14 (1.10-1.19), 1.30 (1.23-1.37) e 1.66 (1.56-1.76), rispettivamente. Uno scarso controllo glicemico (HbA1c ≥8% o glicemia ≥200 mg/dL) sembra essere associato con morte per cause cardiovascolari e per tutte le cause nei pazienti con MHD. Anche livelli glicemici molto bassi sono associati con un’elevata mortalità.

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