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RE-LY sub-study: aumento di troponina I e NT-proBNP indipendentemente correlati a ictus e mortalità in pazienti con FA

Fonte: Circulation 2012 Feb 28 (online before print).

Dai dati ottenuti da questo sub-study del RE-LY è infatti emerso che l’aumento dei livelli di troponina I e NT-proBNP sono comuni nei pazienti con FA (fibrillazione atriale) e sono indipendentemente correlati a maggior rischio di ictus e di mortalità. E’ noto come i biomarcatori cardiaci siano forti predittori di esiti avversi in popolazioni di pazienti diversi ed in considerazione di ciò, il dott Hijazi ed i suoi collaborator hanno voluto valutare la prevalenza di valori elevati di troponina I e di NT-proBNP e la loro relazione con eventi cardiovascolari nei pazienti con FA del RE-LY trial. A tale scopo sono stati analizzati 6.189 pazienti ed i risultati sono stati valutati mediante modelli proporzionali di Cox aggiustati per i fattori di rischio cardiovascolari, per il valore del CHADS(2) score e del CHA(2)DS(2)-Vasc score. Tutti i pazienti sono stati stratificati sulla base delle concentrazioni di troponina I: <0,010 mg/L, n=2.663; 0,010-0,019 mg/L, n=2.006; 0,020-0,039 mg/L, n=1.023; ≥ 0,040 mg/L, n=497; e in base alle concentrazioni di NT-proBNP in quartili: <387, 387-800, 801-1.402, >1.402 ng/L. Dai risultati ottenuti è emerso che l’incidenza di ictus era indipendentemente correlata sia ai livelli di troponina I, con 2,09%/ anno nel gruppo con valori più alti e 0,84%/anno nel gruppo con valori più bassi (hazard ratio (HR) 1,99 [intervallo di confidenza al 95% (CI), 1,17-3,39], p=0,0040), ed anche indipendentemente correlato alle concentrazioni di NT-proBNP con un tasso pari al 2,30%/anno nel più alto vs 0,92%/anno nel più basso quartile, (HR 2,40 [CI 1,41-4,07], p = 0,0014). Inoltre, i dati hanno mostrato che anche la mortalità vascolare era indipendentemente correlata ai livelli dei biomarkers con un’incidenza di 6,56%/anno nel più alto e 1,04%/anno nel più basso gruppo di troponina I (HR 4,38 [CI 3,05-6,29] p<0,0001), e 5,00%/anno nel più alto e 0,61%/anno nel più basso quartile di NT-proBNP (HR 6,73 [3,95-11,49] p<0,0001). Infine, è stato evidenziato che i biomarkers hanno aumentato la C-statistica 0,68-0,72, p<0,0001, per l’end point composito di eventi tromboembolici. Alla luce dei dati apportati da questo studio possiamo quindi considerare i biomarcatori cardiaci come parametri utili alla stratificazione del rischio tromboembolico nei pazienti con FA, in aggiunta alle variabili cliniche attualmente utilizzate.

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