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Apnea ostruttiva notturna e fibrillazione atriale: il rimodellamento atriale sotto accusa!!

Heart Rhythm Volume 9, Issue 3, March 2012, Pages 321–327.

E’ nota l’esistenza di un’associazione tra la sindrome da apnee ostruttive notturne (OSAS) e la fibrillazione atriale (FA), anche se non è ancora chiaro quale sia il possibile substrato atriale che possa favorire tale associazione. L’ipotesi più accreditata si basa sul rimodellamento atriale. Per testare suddetta ipotesi il Dott. Dimitri ed i suoi colleghi hanno condotto questo interessante studio. Sono stati arruolati 40 pazienti sottoposti ad ablazione di FA parossistica ed in ritmo sinusale (20 con OSAS [indice apnea-ipopnea ≥ 15] ed un campione di controllo di 20 pazienti senza OSAS [indice apnea-ipopnea <15] alla polisonnografia). Sono stati posizionati cateteri multipolari nell'atrio laterale destro (RA), nel seno coronarico, a livello della cresta terminalis e del setto del RA per determinare, in questi siti, il periodo refrattario effettivo, il tempo di conduzione lungo i cateteri lineari posizionati nel RA e nel seno coronarico, la conduzione a livello della cresta terminalis e la funzione del nodo del seno (tempo di recupero del nodo del seno). Inoltre, sono state create mappe elettroanatomiche degli atri per determinare la tensione atriale, la conduzione e la distribuzione degli elettrogrammi  (durata ≥ 50 ms). Al basale i gruppi non presentavano differenze nella prevalenza dei fattori di rischio per FA. Confrontando i pazienti affetti da OSAS con quelli senza, dalle analisi è emerso che non vi erano differenze nel periodo refrattario effettivo (P=0.9), che i tempi di conduzione lungo il seno coronarico ed il RA erano prolungati (P=0.02), che vi erano un maggiore numero (P=0.003) di elettrogrammi lungo la cresta terminalis e che erano di maggior durata (P=0.03), che le onde P presentavano una maggior durata (P=0.01), che il tempo di recupero del nodo del seno era più lungo (P=0.02), che vi era una bassa tensione atriale (RA, P<.001, atrio sinistro, P<0.001) ed una  velocità di conduzione atriale rallentata (RA, P=0.001; atrio sinistro, P=0.02); infine, gli elettrogrammi erano più diffusi in entrambi gli atri (RA, P=0.02; atrio sinistro, P=0.01). In conclusione, l’OSAS risulta associata ad un significativo rimodellamento atriale caratterizzato da una dilatazione dell’atrio, una riduzione della tensione dei voltaggi, alterazioni della conduzione sia sito-specifiche che diffuse e da un maggior tempo di recupero del nodo del seno. Queste caratteristiche possono in parte spiegare l'associazione tra OSAS e FA.

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