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Diabete mellito di tipo 2 e pressione arteriosa: per ridurre il rischio cardiovascolare, occhio alla pressione durante il sonno!!

American Journal of Hypertension (2012); 25 3, 325–334. doi:10.1038/ajh.2011.231.

Studi scientifici hanno dimostrato che il riscontro di elevati valori di pressione arteriosa (PA) durante il sonno costituiscono un miglior indice prognostico di rischio cardiovascolare rispetto ai valori di PA al risveglio o nelle 24 ore in pazienti affetti o meno da diabete. In considerazione di queste premesse, il Dott. Hermida ed i suoi colleghi hanno condotto uno studio che ha portato alla dimostrazione che la PA durante il sonno è il più importante marker prognostico indipendente di eventi cardiovascolari nei soggetti affetti da diabete. Questi risultati sono stati ottenuti arruolando un sottogruppo di 607 pazienti del MAPEC (Monitoraggio Ambulatoriale della Pressione arteriosa per la prEvenzione del rischio Cardiovascolare) con diabete di tipo 2 e valutando le alterazioni ambulatoriali dei loro valori di PA nel tempo (follow-up medio 5.4 anni), in particolare confrontando quelli ottenuti da svegli rispetto a quelli durante il sonno. I pazienti in cui era stata riscontrata già un’ ipertensione arteriosa alla misurazione basale (74%) sono stati randomizzati alcuni ad assumere tutti i loro farmaci antipertensivi al risveglio, mentre altri ≥ 1 prima di andare a dormire. In tutti i pazienti la PA è stata misurata per 48 ore al basale e successivamente ogni anno o più frequentemente (misurazione trimestrale) dopo gli eventuali aggiustamenti terapeutici. Dall’analisi statistica utilizzando il modello di Cox aggiustato per sesso, età, anemia ed insufficienza renale cronica è emerso che la PA durante il sonno è l’unico fattore predittivo in maniera significativa di eventi. Inoltre, analizzando le variazioni di PA durante il follow-up, si è notata una riduzione del 20% del rischio cardiovascolare per ogni diminuzione pari a 5 mmHg nei valori di PA sistolica media durante il sonno (P<0,001), indipendentemente dalle variazioni nella clinica o in qualsiasi altro parametro ambulatoriale riguardante la PA. In conclusione, la PA durante il sonno risulta il principale fattore predittivo indipendente di eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete. Pertanto, dovrebbe rappresentare un nuovo bersaglio terapeutico che richiede una corretta valutazione del paziente con un’accurato e sistematico monitoraggio ambulatoriale di questo parametro.

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