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QT lungo acquisito ed impianto di ICD: che ruolo gioca la prevenzione secondaria?

Europace (2012) 14 (3): 396-401. doi: 10.1093/europace/eur316.

L'utilizzo dei defibrillatori impiantabili (ICD) nei pazienti con torsione di punta (TdP) e fibrillazione ventricolare in presenza di sindrome del QT lungo acquisita (aLQTS) è ancora oggetto di dibattito; questo è in parte dovuto al fatto che aLQTS è potenzialmente reversibile e non sono attualmente disponibili dati su follow-up a lungo termine. Il Dott. Mönnig ed i suoi colleghi, studiando con un follow-up a lungo termine pazienti con aLQTS che avevano impiantato un ICD per la prevenzione secondaria di un arresto cardiaco improvviso (SCA), hanno riscontrato che gli shock appropriati dell’ICD sono un reperto comune nei pazienti con SCA e aLQTS, indipendentemente dalla causa sottostante o da un’eventuale presenza di cardiopatia strutturale. Questi risultati sono emersi dallo studio condotto includendo 43 pazienti sottoposti ad impianto di ICD dopo SCA a causa di aLQTS [n = 27 femmine (63%), età media 61 ± 16 anni] seguiti con un follow-up di 10 anni. Nei pazienti arruolati non vi era alcuna evidenza clinica di LQTS congenita (Schwartz score di 1,25 ± 0,8). Una cardiopatia strutturale era presente in 29 pazienti (47%; in particolare 13 pazienti con cardiopatia ischemica e 9 con cardiomiopatia dilatativa; FE media 41% ± 12). Il trigger proaritmico più comune era rappresentato da farmaci antiaritmici (n = 34; 79%). Tra gli altri fattori scatenanti vi erano il mezzo di contrasto (n = 1), l’aloperidolo (n = 2), l’ipokaliemia grave (n = 2), l’abuso di droga/alcool (n = 2) e la bradicardia severa (n = 2). L’intervallo QTc misurato sotto trigger era pari a 536 ± 58 vs 438 ± 33 ms senza trigger (P<0,001). Durante un follow-up medio di 84 ± 55 mesi, si sono verificati shock appropriati in 19 pazienti (44%), shock inappropriati in 13 pazienti (30%). Un dato interessante emerso dalle analisi è quello per cui gli shock appropriati erano un evento comune sia nei pazienti senza che in quelli con una cardiopatia strutturale sottostante (35 vs 48%, p=0,32). Nessuno dei pazienti è stato esposto nuovamente al trigger iniziale durante il periodo di follow-up. La terapia con farmaci beta bloccanti non si è dimostrata utile nell’impedire gli shock dell’ICD (12 pazienti su 19 contro 11 pazienti su 24 in terapia). In conclusione, si può affermare che l’impianto di ICD è consigliabile nei pazienti con SCA ed aLQTS in quanto gli shock appropriati si hanno indipendentemente dalla causa sottostante o da una cardiopatia strutturale, anche in pazienti già in terapia beta bloccante.

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