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Test cardiopolmonare nell'anomalia di Ebstein: utile per la stratificazione dei pazienti!!

Fonte: American Heart Journal, Volume 163, Issue 3, March 2012, Pages 486-491.

Le manifestazioni cliniche in pazienti con anomalia di Ebstein (EA) variano notevolmente ed i criteri per l'intervento chirurgico rimangono tuttora indefiniti. Le decisioni riguardanti l'eventuale intervento per la correzione chirurgica in pazienti asintomatici/lievemente sintomatici potrebbero essere integrate in maniera utile da una dettagliata valutazione quantitativa della storia naturale dell'intolleranza all'esercizio in questi pazienti. Tuttavia, studi precedenti che hanno analizzato l'esercizio cardiopolmonare (CPX) in pazienti affetti da EA, non riparato chirurgicamente, erano solo di tipo cross-sectional. Pertanto, il Dott. Kipps ed i suoi colleghi si sono posti l'obiettivo di valutare il suddetto parametro con uno studio di tipo seriale, con l'intento di valutare la storia naturale della tolleranza all'esercizio fisico in questi pazienti. Sono stati arruolati nello studio tutti i pazienti con EA che erano stati sottoposti ad almeno 2 test CPX, con un'intervallo di almeno 6 mesi tra i due, tra novembre 2002 ed ottobre 2010: 23 pazienti arruolati (64 test CPX; 2.8 ± 1.0 test eseguiti per paziente). Sono stati esclusi tutti i pazienti con precedente chirurgia della valvola tricuspide. L'intervallo di tempo medio tra i 2 test CPX era di 3,3 anni (range 0,6-7,3). La percentuale stimata del consumo di ossigeno al picco è progressivamente diminuita (1,87 ± 8,04 punti percentuali/anno) durante il follow-up. In particolare, il calo è stato più pronunciato (3,04 ± 6,78 punti percentuali/anno) in pazienti di età <18 anni. All'analisi multivariata è emerso che solo la pulsossimetria al picco dell'esercizio (surrogato dello “stroke volume”) e la variazione della frequenza cardiaca al picco nel corso del tempo sono correlati in maniera statisticamente significativa alla variazione percentuale del consumo di ossigeno di picco stimato. Pertanto, dai dati ottenuti da questo studio sembra evidente che la tolleranza all'esercizio in pazienti con EA tende a deteriorarsi nel tempo. Questo deterioramento sembra essere correlato ad un progressivo declino nella loro capacità di aumentare lo stroke volume e la frequenza cardiaca durante l'esercizio.

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