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INFUSE-AMI trial: un bolo di abciximab nel sito di infarto riduce la dimensione dell'infarto

Fonte: American College of Cardiology Congress 2012, Chicago.

Gregg Stone, del Columbia University Medical Center a New York ha presentato i risultati del INFUSE-AMI trial in una late breaking clinical trial session esaurita in ogni ordine di posto. Tra I pazienti con uno STEMI, quelli che hanno ricevuto abciximab direttamente nel sito dell’infarto durante PCI presentano solo una modesta riduzione dell’area infartuale a 30 giorni dall’intervento. Un bolo intracoronarico di abciximab ha ridotto la dimensione dell’infarto dal 17,0% della massa del ventricolo sinistro fino al 15,1% (P=0.03). Lo studio ha arruolato 452 pazienti ad alto rischio con STEMI in 37 centri in USA, Germania, Polonia, Austria, Olanda e U.K. Tutti gli STEMI erano causati da una occlusione prossimale o media della discendente anteriore sinistra e i pazienti erano reclutati entro 4 ore dall’insorgenza dei sintomi. La PCI primaria era effettuata con l’impiego di bivalirudina. In realtà il tempo medio di arrivo in ospedale è stato di 99 minuti dai sintomi e il tempo medio door-to-device è stato di 45 minuti. I pazienti sono stati randomizzati a 4 gruppi: A 0.25-mg/kg bolo di abciximab somministrato nel sito di infarto con un catetere a rilascio di farmaco insieme ad aspirazione manuale trombectomia; B bolo intracoronarico di abciximab senza trombectomia; C trombectomia ma senza bolo di abciximab; D ne abciximab ne trombectomia. Dopo PCI, tutti I pazienti sono stati trattati con aspirina per sempre e clopidogrel o prasugrel per almeno 1 anno. L’Infarct size è stato misurato a 30 giorni dalla PCI con MRI. L’end point primario era la differenza tra I gruppi che ricevevano o non ricevevano l’abciximab mentre l’end point secondario era la differenza tra i gruppi che facevano la trombectomia e quelli che non la facevano. “Mentre abbiamo assistito ad una differenza tra I gruppi che facevano o non facevano il bolo di abciximab", ha detto Stone, "la trombectomia non ha influenzato la dimensione dell’infarto mettendo in risalto che non c’è alcun beneficio clinico in una procedura routinaria nella PCI dello STEMI. Infatti, non abbiamo rilevato alcuna differenza tra i gruppi anche su perfusione miocardica, risoluzione del ST, sanguinamenti ed incidenza a 30 giorni di eventi clinici". I risultati dello studio INFUSE-AMI sono stati pubblicati contemporaneamente anche sulnJournal of the American Medical Association on line.

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