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Udite, udite: efficacia dell'ablazione transcatetere delle tachiaritmie atriali post-chirurgiche nei pazienti con Tetralogia di Fallot!!!

Fonte: Europace (2012) 14 (4): 522-527.doi: 10.1093/europace/eur313.

L’ablazione transcatetere delle tachiaritmie atriali (TA) post-operatorie nei pazienti con Tetralogia di Fallot (ToF) riparata chirurgicamente si è dimostrata un’efficace modalità terapeutica con un alto tasso di successo procedurale sia nell’interruzione dell’aritmia che nel mantenimento a lungo termine del ritmo sinusale. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti la Dott.ssa M.S. de Groot ed i suoi colleghi grazie a questo studio. Sono stati arruolati e studiati 38 pazienti con ToF (età media 43 ± 12 anni) che dovevano essere sottoposti ad ablazione di TA insorte a distanza dalla riparazione chirurgica completa (tempo medio di insorgenza 26 ± 10 anni dopo la chirurgia). Prima di ogni ablazione è stata eseguita una ricostruzione con mappaggio elettroanatomico della camera cardiaca interessata. Il successo dell’ablazione è stato definito come (i) ottenimento del blocco di conduzione bi-direzionale nei casi di flutter atriale istmo-dipendente (IDAF), (ii) interruzione, durante l'ablazione, nei casi di tachicardia da rientro intra-atriale (IART) ed in quelli di tachicardia atriale focale (FAT). Sono state complessivamente ablate 52 AT, di cui 37 IDAF [durata del ciclo (CL) 294 ± 70 ms], 11 IART (CL 295 ± 46 ms), e 4 FAT (CL 371 ± 93 ms). L’ablazione ha avuto successo nel 98% dei casi. Rispetto alle 52 AT totali, si è dimostrato che 51 coinvolgevano l’istmo cavo-tricuspidalico e/o l'area compresa tra il tessuto cicatriziale, correlato alla precedente atriotomia, e la vena cava inferiore. In 11 pazienti sono state riscontrate AT multiple ed in 9 di questi casi tali aritmie presentavano diversi meccanismi. Dopo un follow-up medio di 45 ± 24 mesi, 32 pazienti erano in ritmo sinusale e, di questi, solo 5 erano ancora in terapia con farmaci anti-aritmici. Pertanto, si può concludere che l’ablazione transcatetere delle TA post-chirurgiche nei pazienti con ToF è un’opzione terapeutica sicura ed efficace. Inoltre, si è visto che oltre il 99% delle AT totali insorgevano da siti correlati alle incisioni chirurgiche legate agli interventi per la riparazione completa dei difetti; questo suggerisce che l'eventuale estensione dell’atriotomia verso la vena cava inferiore durante l’intervento cardochirurgico in combinazione con l'ablazione chirurgica dell’istmo cavo-tricuspidalico potrebbero essere efficaci nel prevenire lo sviluppo delle tachiaritmie.

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