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Stratificazione del rischio in bambini con preeccitazione ventricolare: utilità della prova da sforzo!

Fonte: The American Journal of Cardiology, Volume 109, Issue 7, 1 April 2012, Pages 1011-1.

La correlazione tra l’insorgenza di un’aritmia maligna e la perdita graduale di preeccitazione ventricolare durante il test da sforzo (PES) non è tuttora chiara; inoltre, si suppone che la graduale scomparsa dell’onda delta possa anche essere correlata alla posizione della via accessoria (AP). Nel tentativo di rispondere a questi quesiti, il Dott. Spar ed i suoi colleghi hanno deciso di confrontare l’eventuale perdita di preeccitazione durante PES con la valutazione del rischio della AP durante studio elettrofisiologico (SEF). Sono stati studiati retrospettivamente pazienti con preeccitazione ventricolare di età ≤ 21 anni, sottoposti in precedenza sia a PES che a SEF. I pazienti sono stati divisi in 3 gruppi: improvvisa perdita (SL), perdita graduale (GL) o nessuna perdita (NL) di preeccitazione durante PES. Nello studio sono stati inclusi 76 pazienti, di cui 11 (14%) nel gruppo SL, 18 (24%) nel gruppo GL e 47 (62%) nel gruppo NL. Nel gruppo SL è stata dimostrata una maggior durata del ciclo con conduzione 1 a 1 attraverso la AP durante pacing atriale incrementale rispetto al gruppo NL (375 ± 135 ms vs 296 ± 52 ms, p=0,002), al contrario nessuna differenza è emersa tra il gruppo GL e quello NL (325 ± 96 vs 296 ± 52 ms, p=NS). Tra i pazienti con conduzione 1 a 1 sulla AP <270 ms, nessuno (0 su 11) apparteneva al gruppo SL rispetto ai 18 su 47 nel gruppo NL (p=0,0017), con nessuna differenza significativa, invece, tra il gruppo GL (5 su 18) rispetto al gruppo NL (p=NS). Inoltre, i pazienti appartenenti al gruppo GL presentavano una significativa maggiore probabilità di avere una via accessoria sinistra (14 su 18) rispetto al gruppo NL (17 di 47, p=0,002) ed a quello SL (3 di 11, p=0,002). In conclusione, una perdita improvvisa di preeccitazione durante PES è un fattore predittivo di una maggior durata del ciclo con conduzione 1 a 1 attraverso la via accessoria. Inoltre, le caratteristiche di conduzione della via accessoria in pazienti con GL rispetto a quelli con NL non differivano significativamente; tuttavia è emerso che la perdita graduale di preeccitazione si osservava più frequentemente in pazienti con un via accessoria sinistra. Dai risultati di questo studio emerge, pertanto, l’utilità della PES per valutare l’eventuale persistenza o scomparsa dell’onda delta all’ECG ed in base a questo definire alcune importanti caratteristiche della via accessoria.

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