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Ipertensione, diabete, dislipidemia: l'interruzione della terapia aumenta il rischio cardiovascolare!!!

Fonte: American Journal of Hypertension (2012). doi:10.1038/ajh.2011.261.

Nella pratica clinica generale, patologie quali ipertensione, dislipidemia e diabete sono gravate da un alto tasso di interruzione precoce del trattamento. Sulla base dei risultati di questo studio, si evince che i pazienti che avevano interrotto precocemente tali terapie presentavano un profilo di rischio sfavorevole ed  una maggiore incidenza di eventi cardiovascolari rispetto ai pazienti non trattati. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il Dott. Corrao ed i suoi colleghi grazie a questo studio volto a quantificare il fenomeno dell’interruzione precoce della terapia in pazienti trattati per ipertensione, dislipidemia o diabete ed a valutare le loro caratteristiche cliniche e l'incidenza di eventi cardiovascolari (CV). Utilizzando le banche dati sanitarie dei beneficiari del National Health Service (NHS) della regione Lombardia, sono stati studiati  pazienti di età compresa tra i 40-79 anni che avevano ricevuto la loro prima prescrizione terapeutica nel corso del 2003. I pazienti sono stati classificati a seconda che essi avessero ricevuto solo una o più prescrizioni ed i dati così ottenuti  sono stati confrontati con quelli riguardanti individui che non avevano ricevuto alcuna prescrizione medica. I tassi grezzi e standardizzati di ospedalizzazione per cause CV sono stati calcolati a partire dalla prescrizione iniziale fino al 2008. Dei  203.302 pazienti in terapia antipertensiva, quelli che avevano ricevuto solo una prescrizione (35,7%) hanno mostrato tassi significativamente più elevati di terapie aggiuntive, comorbilità ed ospedalizzazione per cause CV rispetto a quelli che non hanno ricevuto nessuna prescrizione di farmaci antipertensivi. I tassi standardizzati  di eventi CV erano rispettivamente 40,0 e 37,8 ogni 10.000 persone-anno a rischio (+7%). Risultati simili sono stati ottenuti per i farmaci antidiabetici o ipolipemizzanti per i quali la differenza tra i gruppi nel tasso di eventi CV è risultata ancora maggiore (+21% e +18% rispettivamente). Pertanto, possiamo concludere affermando che la mancata assunzione di una terapia antipertensiva, antidiabetica o antidislipidemica, quando necessaria, porta ad un maggior rischio di eventi CV, soprattutto se interrotta precocemente. Questo suggerisce che i pazienti che hanno ricevuto almeno una prescrizione di tali farmaci dovrebbero essere attentamente seguiti nella pratica clinica mediante follow up al fine di evitare discontinuità terapeutiche, in quanto rappresentano soggetti a rischio.

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