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Fibrillazione atriale di nuova insorgenza: nuovi dati dagli studi ONTARGET/TRANSCEND

Fonte: Journal of Hypertension: May 2012 - Volume 30 - Issue 5 - p 1004–1014.

Le evidenze riguardo la nuova insorgenza di fibrillazione atriale nei pazienti ad alto rischio vascolare senza insufficienza cardiaca sono limitate; tale dato tuttavia costituiva un obiettivo secondario prespecificato degli studi ONTARGET (Ongoing Telmisartan Alone and in Combination With Ramipril Global Endpoint Trial) e TRANSCEND (Telmisartan Randomized AssessmeNt Study in ACE iNtolerant subjects with cardiovascular Disease). Sono stati studiati 30.424 pazienti partecipanti all’ONTARGET/TRANSCEND (età media ± DS, 66,4 ± 7,0) con malattia vascolare o diabete complicato che erano in ritmo sinusale al momento dell'ingresso. Durante un follow-up di 4,7 anni, l’insorgenza di nuova fibrillazione atriale si è verificata in 2.092 pazienti (15.1 per 1.000 pazienti-anno). Il rischio di fibrillazione atriale aumentava con l'età, pressione sistolica e la pressione differenziale, l’ipertrofia ventricolare sinistra, l’indice di massa corporea, la creatinina sierica, la storia di ipertensione, la malattia coronarica e la malattia cerebrovascolare (tutti P <0,01). Dopo correzione per l’indice di massa corporea e le altre variabili, il rischio di fibrillazione atriale aumentava con la circonferenza fianchi. La storia di ipertensione arteriosa è stata associata ad un rischio superiore del 34% di nuova insorgenza di fibrillazione atriale. L’insorgenza di fibrillazione atriale pronosticava un aumento del rischio di insufficienza cardiaca congestizia [hazard ratio 2,89, intervallo di confidenza al 95% (CI), 2,45-3,40, p <0.01] e di morte cardiovascolare (hazard ratio 1,22, 95% CI 1,05-1,41, p <0,01). Il rischio di ictus non veniva influenzato (hazard ratio 1,14, 95% CI 0,93-1,40) mentre quello di infarto miocardico veniva ridotto (hazard ratio 0,64, 95% CI 0,50-0,82). I pazienti con fibrillazione atriale di nuova insorgenza avevano più probabilità di ricevere gli antagonisti della vitamina K (P<0,01), le statine (P<0,05) e i β-bloccanti (P​​<0,01) rispetto a quelli in ritmo sinusale. In conclusione, la nuova insorgenza di fibrillazione atriale è comune nei pazienti ad alto rischio vascolare ed è associata a diversi fattori di rischio tra cui la storia di ipertensione. Tuttavia, la circonferenza fianchi è stato il più forte predittore antropometrico. Nonostante il largo uso delle moderne terapie, la nuova insorgenza di fibrillazione atriale comporta un alto rischio di insufficienza cardiaca congestizia e di morte nel corso di un periodo relativamente breve.

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