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Ezetimibe in aggiunta a statine migliora il colesterolo ed i markers infiammatori

Fonte: Heart and Vessels DOI: 10.1007/s00380-012-0243-8.

L’aggiunta di ezetimibe (E) alla terapia basale con statine (S) determina un significativo miglioramento della lipemia ed una più alta percentuale di raggiungimento del livello di colesterolo target. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott. Tetsuya Tobaru ed i suoi colleghi che si sono proposti di valutare gli effetti dell'aggiunta dell’E alla terapia base con S nei pazienti ipercolesterolemici con malattia coronarica che, con la sola terapia con statine, non hanno potuto raggiungere i livelli target di colesterolo raccomandati dalle Linee Guida del 2007 della Società di Aterosclerosi Giapponese per la prevenzione delle malattie cardiovascolari aterosclerotiche. In questo studio di 12 settimane l’E 10 mg è stata aggiunta alla terapia con statine in 35 pazienti con ipercolesterolemia e storia di malattia coronarica che non avevano raggiunto il loro livello target di colesterolo in monoterapia. In questi soggetti sono stati valutati le variazioni dei lipidi sierici, i marcatori di obesità, un marker di stress ossidativo, i marcatori infiammatori ed altri valori di laboratorio. Con l’aggiunta in terapia di E si è otteuta una significativa riduzione di colesterolo totale (da 200,6 ± 30,4 mg/dL alla settimana 0 a 173,4 ± 33,3 mg/dL alla 12 settimana, P<0,001), di LDL-C (121,3 ± 29,4 vs 94,6 ± 30,4 mg/dL, p<0,001) e delle restanti lipoproteine (6,4 ± 3,5 vs 5,3 ± 3,0 mg/dL, p<0,05). Il rapporto di LDL-C/HDL-C è diminuito in modo significativo (2,5 ± 0,8 alla settimana 0 vs 1,9 ± 0,7 alla 12° settimana, P<0,001) e la percentuale di pazienti che hanno raggiunto il livello di LDL-C target (<100 mg/dL) è aumentato significativamente (70,8% in 4 settimane e il 65,4% in 12,p<0,001). Invece non sono emersi cambiamenti significativi dei valori dei markers di obesità o per quelli di stress ossidativo, né per le concentrazioni di proteina C-reattiva ad alta sensibilità (un marker infiammatorio). Tuttavia, un altro marcatore di infiammazione (tumor necrosis factor-α) è diminuito in modo significativo con E (1,36 ± 1,06 in settimana 0 vs 0,96 ± 0,24 in 12 settimane, P=0,042). Questi dati suggeriscono quindi che l’E aggiunta alla terapia base con S potrebbe prevenire l'arteriosclerosi nei pazienti ipercolesterolemici con malattia coronarica.

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