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Cistatina C: nuovo biomarker prognostico di morte e reinfarto in STEMI

Fonte: American Journal of Cardiology Volume 109, Issue 10, Pages 1431-1438, 15 May 2012.

La cistatina C è un nuovo biomarcatore ad alto valore prognostico aggiunto, a breve e lungo termine, per i pazienti con STEMI (infarto miocardico con sopraslivellamento ST) sottoposti a PCI (intervento coronarico percutaneo) primario. La cistatina C è un marker di disfunzione renale e già gli studi preliminari hanno suggerito che potesse avere un ruolo come marcatore prognostico nei pazienti con malattia coronarica. La dott.ssa Doroteia Silva ed i suoi colleghi si sono proposti di valutare l'utilità della cistatina C per la stratificazione del rischio dei pazienti con STEMI sia in termini di outcome intra-ospedaliero che per risultati a lungo termine. In questo studio sono stati inclusi 153 pazienti consecutivi con STEMI trattati con PCI primario. In tutti i pazienti è stato misurato il livello di base di cistatina C durante angiografia coronarica. L'outcome intra-ospedaliero è stato considerato come la progressione a shock cardiogeno o a morte ospedaliera, mentre il risultato a lungo termine è stato valutato considerando i seguenti punti: (1) morte e (2) morte o reinfarto. Dei 153 pazienti valutati (età 61 ± 12 anni, 75,6% uomini), 15 casi (14,4%) sono evoluti a shock cardiogeno e 4 (2,7%) sono deceduti durante il ricovero. I pazienti che hanno sviluppato shock cardiogeno o sono morti durante il ricovero presentavano livelli di cistatina C significativamente maggiori (1,02 ± 0,44 vs 0,69 ± 0,24 mg/L, p=0,001) rispetto agli altri. Un follow-up a lungo termine era disponibile per 130 pazienti (583 ± 163 giorni). Tra questi, 11 pazienti sono morti e 7 avevano presentato reinfarto. Un alto livello di cistatina C basale era associato ad un aumentato rischio di morte (hazard ratio 8,5, p=0,009) e di morte o di reinfarto (hazard ratio 3,89, p=0,021). Inoltre, solo alti livelli basali di cistatina C e frazione di eiezione ventricolare sinistra <40% erano predittori indipendenti di rischio a lungo termine di morte, con un’interazione sinergica tra i 2 fattori.

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