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Aumento dei livelli di ferritinemia come predittore dello sviluppo di ipertensione arteriosa!

Fonte: American Journal of Hypertension (2012); doi:10.1038/ajh.2011.241.

I livelli di ferritina sierica, ma non quelli di ferro plasmatico, risultano essere un fattore predittivo significativo di sviluppo di ipertensione arteriosa in una popolazione di uomini coreani di mezza età. Questi sono i risultati di questo curioso studio che aveva l'obiettivo di valutare la relazione intercorrente tra i valori di ferritina/total iron-binding capacity (TIBC) ed il successivo sviluppo di ipertensione arteriosa. Un totale di 8.580 uomini afferenti al Centro di Promozione della Salute per una visita medica nel 2005 sono stati seguiti con un follow-up di 4 anni. Degli 8.580 uomini che non erano ipertesi al basale, 818 sono risultati ipertesi a 4 anni di follow-up. Rispetto a quelli che sono rimasti normotesi, i soggetti che avevano sviluppato ipertensione arteriosa presentavano livelli più alti di ferritina e di TIBC al basale, ma non vi era alcuna differenza significativa nei livelli di ferro. Dopo aggiustamenti statistici per età ed indice di massa corporea (BMI), l'odds ratio (OR) è risultata sensibilmente più alta per ipertensione di nuovo riscontro (OR 1,54, intervallo di confidenza al 95% (IC) 1,26-1,88, P per il trend <0.001) nei soggetti con livelli di ferritinemia più alti rispetto a quelli con valori plasmatici inferiori. L'associazione tra i livelli di ferritina sierica e l'incidenza di ipertensione è rimasta invariata anche dopo aggiustamento per i valori di pressione sanguigna al basale (BP). E' emersa una riduzione del valore di OR per lo sviluppo di ipertensione in seguito ad aggiustamenti statistici per insulino resistenza e presenza di steatosi epatica (primo quartile di riferimento, i quartili quarto o 1.24, IC 95% 1,01-1,53, P per il trend = 0.012), tuttavia tale riduzione non ha influenzato la significatività statistica. In conclusione, elevati livelli di ferritina sierica correlano in maniera statisticamente significativa con il successivo sviluppo di ipertensione arteriosa. Inoltre, fattori quali l'insulino resistenza e la presenza di steatosi epatica potrebbero essere mediatori di questa associazione.

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