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La cardioversione della fibrillazione atriale: una vecchia conoscenza ancora attuale!

Fonte: Europace (2012) 14 (5): 666-674.doi: 10.1093/europace/eur406.

La cardioversione elettrica (CVE) o farmacologica (CVF) della fibrillazione atriale (FA) è una strategia terapeutica ormai consolidata ma che si rivela tutt’oggi efficace nel ripristino del ritmo sinusale (RS) ed al suo mantenimento anche ad 1 anno di follow-up. Queste le conclusioni a cui sono giunti il Dott. Pisters ed i suoi colleghi conducendo questo studio con lo scopo di descrivere il ruolo odierno della CV nel ripristino del ritmo in pazienti con FA e di valutare le caratteristiche associate con outcome positivo a breve e lungo termine. Da un totale di 5.333 pazienti con FA arruolati nello studio prospettico multicentrico Euro Heart Survey sono stati selezionati 1.801 pazienti sottoposti a cardioversione al momento dell'arruolamento. Il ripristino del RS è avvenuto in 630 di 712 (88%), 458 di 643 (71%) e 333 di 446 (75%) (P<0,001) dei pazienti rispettivamente sottoposti a CVE, CVF per via endovenosa e CVF per via orale, con una percentuale pari solo al 4,2% di complicanze maggiori. Dall'analisi multivariata è emerso che l'assenza di malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO) (P<0,001), la presenza di fibrillazione atriale parossistica (FAP) (P=0,013) così come l'uso di shock d’onda bifasico (P=0,018) sono fattori predittivi di successo dopo CVE. Per quel che riguarda la CVF per via endovenosa sono risultati fattori predittivi di efficacia una storia di FAP (P<0.001), assenza di cardiopatia valvolare (p=0,004) e concomitante insufficienza cardiaca (p=0,009), la presenza di ipertensione (P=0,018) e precedenti di malattia coronarica (P=0,007). Il successo della CVF per via orale era, invece, prevalentemente dettato da storia di FAP (P<0,001) e da ridotte dimensioni atriali sinistre (P=0,001). Ad 1 anno di follow-up 893 dei 1.271 pazienti (70%) erano in RS. Infine, dai risultati dell’analisi multivariata, si sono dimostrati fattori predittivi indipendenti di mantenimento del RS ad 1 anno di follow-up precedente FAP (P<0,001), FA di minor durata (P<0,001), l'uso continuo di farmaci di classe Ic o amiodarone durante il follow-up (P<0.001), l’assenza di BPCO (P=0,003), la giovane età (P=0,004) e dimensioni ridotte dell’atrio sinistro (P=0,005). In conclusione, la CV elettrica o farmacologica di FA si rivela tutt’oggi una procedura sicura ed efficace nel ripristino del RS e nel suo mantenimento anche ad 1 anno di follow-up in un’elevata percentuale di pazienti.

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