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Dimenticare la fibrinolisi nello STEMI....un errore!

Fonte: Eur Heart J (2012) 33(10): 1232-1240.

L’implementazione delle strategie riperfusive coronariche con angioplastica nell’infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) ha permesso di trattare un sempre più crescente numero di pazienti colpiti da questo evento. E’ indubbio che l’intervento percutaneo coronarico è il metodo di scelta in questo contesto, ma sempre di più si sta puntando l’attenzione sul fatto che in una larga proporzione di casi (soprattutto per ritardi legati al trasferimento dalla periferia ad un centro Hub) non sempre la riperfusione coronarica meccanica avviene entro i tempi raccomandati (entro 90-120 minuti). I risultati di questo studio prospettico sottolineano nuovamente la necessità di ricorrere alla terapia fibrinolitica in pazienti con STEMI che si presentano in centri Spoke che richiedono un tempo di trasferimento non idoneo per essere sottoposti in tempi utili all’esame coronarografico in emergenza. 

In USA meno del 20% degli STEMI riesce ad avere un tempo "door-to-balloon" inferiore alle 2 ore. Lo studio è costituito da una analisi prospettica dei pazienti affetti da STEMI afferenti al Minneapolis Heart Institute o provenienti dai 31 ospedali "satelliti". Tutti hanno ricevuto aspirina, clopidogrel ed eparina non frazionata (UFH) se si presentavano in ospedale e, quelli che arrivavano in ospedale da oltre 60 miglia ricevevano anche una mezza dose di fibrinolitico con transfer immediato al laboratorio di emodinamica per PCI. Da Aprile 2003 a Dicembre 2009, sono stati arruolati 2.634 pazienti consecutivi affetti da STEMI di cui 660 trasferiti da ospedali distanti e trattati con terapia fibrinolitica e 600 che si sono presentati direttamente in emodinamica per la PCI. Non ci sono state differenze nella mortalità a 30 giorni tra i due gruppi (5.5 vs. 5.6%; P=0.94), negli stroke (1.1 vs. 1.3%; P=0.66), nei sanguinamenti maggiori (1.5 vs. 1.8%; P=0.65) o nei re-infarti/ischemia (1.2 vs. 2.5%; P=0.088). In conclusione, quindi, l'impiego di una mezza dose di fibrinolitico on top della terapia antitrombotica consente di superare il limite dei lunghi trasferimenti da centri periferici ai centri di riferimento di pazienti affetti da STEMI.
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