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Pazienti diabetici e stent medicati: valutazione a lungo termine di outcome clinici ed angiografici!

Fonte: American Heart Journal, Volume 163, Issue 5, May 2012, Pages 876–886.

Dai risultati di questo studio emerge che i pazienti diabetici restano una categoria ad elevato rischio di mortalità anche dopo rivascolarizzazione con gli stent medicati di prima generazione (DES) se valutati con un follow up a lungo termine. Al contrario, il diabete non risulta più associato ad un aumentato rischio di ristenosi intrastent. Sono stati arruolati 1.012 pazienti successivamente randomizzati al trattamento con stent a rilascio di Sirolimus (n = 503) o di Paclitaxel (n = 509). 293 pazienti, per un totale di 382 lesioni, sono stati valutati e seguiti con follow-up angiografico seriato eseguito al basale, a 8 mesi ed a 5 anni. L'end point primario era un end point composito di eventi avversi cardiaci maggiori (morte cardiaca, infarto del miocardio e rivascolarizzazione della lesione target guidata dall’ischemia). I risultati clinici ed angiografici a 5 anni di follow-up sono stati confrontati tra i pazienti diabetici e quelli non diabetici. Gli eventi avversi cardiaci maggiori sono risultati più comuni tra i diabetici rispetto ai pazienti non diabetici a 5 anni di follow-up (25,9% vs 19,2%, hazard ratio [HR] 1,45, 95% CI 1,06-1,99, P=0.02). Suddetta differenza, in sfavore dei pazienti diabetici, è stata ampiamente determinata da un più alto tasso di mortalità cardiaca (11,4% vs 4,3%, HR 2,86, IC 95% 1,69-4,84, p<0,0001), mentre il rischio di infarto miocardico (6,5% vs 6,8%, HR 1,00, IC 95% 0,55-1,84, P=0,99) e di rivascolarizzazione della lesione target guidata dall’ ischemia (14,4% vs 14,1%, HR 1,09, IC 95% 0,73-1,64, P=0,67) è risultata comparabile. Il rischio di trombosi dello stent è risultato simile tra i pazienti diabetici e non diabetici (definita o probabile: 6,0% vs 4,6%, HR 1,36, IC 95% 0,71-2,67, P=0,35). In conclusione, i pazienti diabetici si presentano sempre, ad un follow up a lungo termine, come un gruppo ad aumentato rischio di mortalità dopo rivascolarizzazione con DES di prima generazione, anche se il diabete non è più associato ad un aumentato rischio di ristenosi clinica ed angiografica.

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