CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

Nuovi dati dallo SHIFT: analisi dei sottogruppi senza o con basse dosi di beta bloccante

Fonte: J Am Coll Cardiol, 2012; 59:1938-1945.

In caso di insufficienza cardiaca sistolica è ormai noto che la riduzione della frequenza cardiaca ad opera dei beta bloccanti migliora gli esiti clinici e ancor più quando il nodo del seno è inibito dalla contemporanea assunzione di ivabradina (inibitore selettivo del nodo seno-atriale). Tuttavia, si sa che nella vita reale ed anche nello studio SHIFT (Systolic Heart failure treatment with the If inhibitor ivabradine Trial), da cui questa sottoanalisi nasce, non è sempre facile raggiungere dosi massimali di beta bloccante in tali pazienti. L'analisi ha coinvolto il sottogruppo dei pazienti che nello studio SHIFT o non erano trattati o erano ipotrattati con i beta bloccanti. L'end point primario ed i ricoveri per scompenso cardiaco sono stati significativamente ridotti da ivabradina in tutti i sottogruppi con <50% della "target dose" di beta bloccanti, tra cui anche in coloro che non assumevano beta bloccanti (p=0,012). Quindi, almeno stando ai dati, è l''entità della riduzione della frequenza cardiaca (con beta bloccante più ivabradina), piuttosto che la dose di fondo dei beta bloccanti che determina principalmente il conseguente miglioramento dei risultati.

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA