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Statine utili anche in soggetti a basso rischio!

Fonte: The Lancet, Early Online Publication, 17 May 2012 doi:10.1016/S0140-6736(12)60367-5.

Per individui che presentano un rischio di eventi vascolari maggiori a 5 anni inferiore al 10%, ogni riduzione del colesterolo LDL di 1 mmol/L con statine produce una riduzione assoluta di eventi vascolari maggiori di circa 11 per 1.000 in 5 anni. Sappiamo infatti che le statine riducono il colesterolo LDL e prevengono gli eventi vascolari, ma non sono chiari i loro effetti netti in persone a basso rischio di eventi vascolari. A tale scopo in questa metanalisi sono stati inclusi i dati individuali dei partecipanti provenienti da 22 studi di statine rispetto al controllo (n=134.537; differenza media del colesterolo LDL 1,08 mmol/L; follow-up mediano 4,8 anni). Gli eventi vascolari maggiori riscontrati sono stati eventi coronarici maggiori (infarto miocardico non-fatale o morte coronarica), ictus o rivascolarizzazione coronarica. I partecipanti sono stati divisi in cinque categorie di rischio di grave evento vascolare a 5 anni in condizioni di base (nessuna statina o di bassa intensità con statine) (<5%, da ≥ 5% a <10%, da ≥ 10% a <20%, da ≥ 20 % a <30%, ≥ 30%) ed in ogni categoria è stato stimato il RR (rate ratio) per ogni riduzione di colesterolo LDL di 1,0 mmol/L. Dai risultati ottenuti è emerso che la riduzione del colesterolo LDL con una statina aveva determinato una riduzione del rischio di eventi vascolari maggiori (RR 0,79, IC 95% 0,77-0,81, per 1,0 mmol/L di riduzione), per lo più a prescindere da età, sesso, colesterolo LDL al basale o precedente malattia vascolare ed una riduzione del rischio di mortalità vascolare e per tutte le cause. La riduzione proporzionale in eventi vascolari maggiori nelle due categorie a rischio più basso era almeno altrettanto grande che nelle categorie a rischio più alto (RR per 1,0 mmol/L di riduzione dal più basso al più alto rischio: 0,62 [99% CI 0,47-0,81], 0,69 [ 99% CI 0,60-0,79], 0,79 [99% CI 0,74-0,85], 0,81 [99% CI 0,77-0,86] e 0,79 [99% CI 0,74-0,84]; tendenza p=0,04), che riflette una significativa riduzione di rischio in queste due categorie a più basso rischio di eventi coronarici maggiori (RR 0,57, 99% CI 0,36-0,89, p=0.0012 e 0.61, 99% CI 0,50-0,74, p<0,0001) e di rivascolarizzazione coronarica (RR 0,52, 99% CI 0,35 -0,75 e 0,63, 99% CI 0,51-0,79, entrambi p<0,0001). Per ictus, la riduzione del rischio nei soggetti con rischio a 5 anni di eventi vascolari maggiori inferiore al 10% era simile a quella vista nelle categorie a rischio più elevato (RR per 1,0 mmol/L di riduzione del colesterolo LDL 0,76, 99% CI 0,61-0,95, p=0,0012) (trend p=0.3). Nei partecipanti senza una storia di malattia vascolare, le statine avevano ridotto i rischi vascolari (RR per 1,0 mmol/L di riduzione del colesterolo LDL 0,85, IC 95% 0,77-0,95) e di mortalità per tutte le cause (RR 0,91, IC 95% 0,85-0,97) e le riduzioni proporzionali dal rischio di base erano simili. Inoltre, non è stato evidenziato che la riduzione del colesterolo LDL con statine determinasse un aumento dell’incidenza del cancro (RR per 1,0 mmol/L di riduzione del colesterolo LDL 1,00, IC 95% 0,96-1,04), nè della mortalità per cancro (RR 0.99, IC 95% 0,93-1,06) né della mortalità per altre cause non vascolari.

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