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Vitamina D: può prevenire il diabete?

Fonte: Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia, Torino 23-26 maggio 2012.

Vivere ad alte latitudini aumenta il rischio di diabete mellito di tipo 1, di sclerosi multipla e di morbo di Chron, per la ridotta esposizione ai raggi UVA e la ridotta attivazione di vitamina D. Alcuni studi hanno dimostrato che nei pazienti con diabete mellito di tipo 1 neodiagnosticato, i livelli di vitamina D sono più bassi rispetto ai controlli sani. Meno chiari sono i dati sul diabete mellito di tipo 2. Per chiarire questo sono stati condotti degli studi per valutare se la somministrazione di vitamina D superiore alle 800 UI e di calcio superiore a 1,2 g diano una protezione dal diabete mellito ottenendo una riduzione del 33% dell'incidenza. Per chiarire meglio il ruolo della vitamina D nella terapia del diabete sono stati condotti diversi studi: uno studio ha arruolato 37 soggetti affetti da diabete mellito di tipo 1 e ad essi è stato somministrato calcitriolo, altri 34 sono stati trattati con nicotinammide: non si sono osservate differenze nel valore di emoglobina glicata e neanche per quanto riguarda il fabbisogno di insulinico. La stessa assenza di significatività è stata osservata nel diabete di tipo 2. Al momento, quindi, non c’è un’evidenza certa che la supplementazione con vitamina D riduca il rischio di diabete e di sindrome metabolica, serviranno altri studi per appurare ciò.

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