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Diabete e fratture: protettivo o dannoso?

Fonte: Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia, Torino, 23-26 maggio 2012.

Il rischio di fratture è una delle complicanze più pericolose del diabete: è noto, inoltre, che il diabete rallenta la guarigione delle fratture, aumenta la frequenza di osteomielite post-frattura e causa frequenti spostamenti della protesi. Il maggiore rischio di cadute è legato al fatto che i pazienti diabetici vanno più spesso incontro a retinopatia, neuropatia, piede diabetico e ad una riduzione dei riflessi. E’ stato, però, osservato che c’è un’iniziale riduzione del rischio di frattura nel diabetico, seguita da un netto aumento del rischio. La differenza sta nel fatto che il diabete sia di nuova o vecchia diagnosi. Nel diabete di nuova diagnosi, infatti, la riduzione del rischio di fratture è probabilmente legata all’iperinsulinismo, caratteristico delle prime fasi del diabete, che stimola gli osteoblasti. Il diabete di vecchia data, invece, è un fattore prognostico negativo per le cadute a causa dell’insorgenza delle complicanze, soprattutto a livello oculare e neuropatico.

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