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Predire i disordini ipertensivi durante la gravidanza: l’ECG può fungere da palla di cristallo nel primo trimestre?

Fonte: Internal Med: Open Access 2011, 2: e105.

I disordini ipertensivi complicano il 6-11% di tutte le gravidanze. Si classificano in 4 categorie: (1) ipertensione cronica; (2) pre-eclampsia/eclampsia; (3) pre-eclampsia in donne con ipertensione cronica nota; (4) ipertensione gestazionale. I disordini ipertensivi durante la gravidanza sono una delle principali cause di morbilità e mortalità perinatale e di mortalità materna. Recenti survey hanno dimostrato che il peso, la pressione arteriosa sistolica e diastolica, gravidanze multiple, storia familiare di pre-eclampsia e l’età della madre superiore a 40 anni sono determinanti indipendenti per lo sviluppo di disordini ipertensivi dopo il primo trimestre. Sebbene diversi marker sierici ed urinari sono stati proposti per rifinire il rischio di disordini ipertensivi durante la gravidanza, le novità riguardano l’utilizzo di tecniche strumentali come il Doppler dell’arteria uterina, il monitoraggio della pressione arteriosa nelle 24 ore e l’ECG di superficie. In particolare, uno studio su donne alla prima gravidanza ha valutato il valore additivo delle diverse componenti desunte dall’ECG di superficie (eseguito nel primo trimestre di gravidanza) nell’identificazione di donne gestanti ad alto rischio. Tra le diverse variabili (frequenza cardiaca, durata del QRS, intervallo QT, voltaggi di Cornell, anomalie del tratto ST-T ed anomalie dell’onda P), solamente la presenza di anomalia atriale sinistra registrata nella derivazione V1 si è associata ad un aumentato rischio (Odds Ratio 4,35; IC 95%: 1,84 – 10,31; p=0,001) di disordini ipertensivi durante la gravidanza. In un modello multivariato, la presenza di anomalia atriale sinistra è risultata fattore predittivo indipendente di disordini ipertensivi anche dopo aggiustamento per pressione arteriosa media. Il modello multivariato discrimina in modo appropriato le donne ad alto e basso rischio di disordini ipertensivi (AUC 0,754; IC 95%: 0,68-0,84; p<0,0001). E’ stato proposto anche un nomogramma per applicare nella pratica clinica il modello.

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