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La vitamina E non previene solo le rughe...ma anche la Fibrillazione Atriale!!!

Fonte: Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology.2012; 5: 327-333.

I risultati di questo curioso studio ci mostrano che bassi livelli sierici di vitamina E si associano a recidiva di fibrillazione atriale (FA) nei pazienti sottoposti a cardioversione elettrica (CVE). Partendo dal presupposto che lo stress ossidativo ha un ruolo nel favorire la comparsa di FA, il Dott. Ferro ed i suoi colleghi si sono posti l’obiettivo di valutare se i livelli sierici di vitamina E, un noto antiossidante e marker di stress ossidativo, sono associati a recidiva di FA in pazienti sottoposti a CVE. Sono stati arruolati 144 pazienti (83 uomini, età media 71,1 ± 5,4 anni), affetti da FA persistente non valvolare, sottoposti con successo a CVE. In ciascun paziente sono stati misurati al basale i livelli di 8-isoprostaglandina F2a urinaria ed i livelli sierici di peptide derivato solubile NOX2 (sNOX2-dp), di proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP) e di vitamina E. Durante un follow-up medio di 3 mesi, 94 pazienti hanno mantenuto il ritmo sinusale, mentre nei restanti 50 si sono verificate recidive di FA. Dalle analisi è emerso che il diametro dell’atrio sinistro, i livelli di 8-isoprostaglandina F2a urinaria così come quelli sierici di sNOX2-dp e di hs-CRP erano significativamente più alti, mentre i livelli sierici di vitamina E erano più bassi nei pazienti con recidiva di FA. Dall’analisi multivariata di Cox è risultato che i livelli sierici di vitamina E (hazard ratio, 0,734, 95% CI, 0,605-0,891, p<0,001) e, in misura minore, di hs-CRP (p=0,047) sono rimasti significativamente associati con recidiva di FA. Inoltre, i livelli di 8-isoprostaglandina F2a urinaria così come quelli sierici di sNOX2-dp sono risultati inversamente correlati con il livello sierico di vitamina E (r = -0,626, P<0,001, e r = -0,460, P<0,001, rispettivamente). In conclusione, questo studio dimostra che bassi livelli sierici di vitamina E sono associati a recidiva di FA nei pazienti sottoposti a CVE. Inoltre, poichè i livelli di vitamina E sono inversamente correlati con lo stress ossidativo, suddetti risultati rafforzerebbero l'ipotesi di un'interazione tra insorgenza di FA e stress ossidativo.

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