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Studio CAMI-GUIDE: la proteina C-reattiva per la stratificazione del rischio nei pazienti ischemici con ICD

Fonte: Eur Heart J (2012) 33 (11): 1344-1350.doi: 10.1093/eurheartj/ehr487.

Dai risultati di questo studio emerge che, nei pazienti ischemici portatori di ICD, valori plasmatici di proteina C-reattiva >3 mg/L non sono associati con un’aumentato rischio di morte cardiaca improvvisa (SCD) o tachicardie/fibrillazione ventricolare (VT/VF), ma risultano, comunque, essere un forte fattore predittivo di mortalità per scompenso cardiaco (HF). L’end point primario dello studio CAMI-GUIDE era quello di valutare il ruolo predittivo della proteina C-reattiva per SCD o VT/VF nei pazienti ischemici con frazione di eiezione <30% e portatori di ICD. Gli end point secondari comprendevano la mortalità per tutte le cause, l’ospedalizzazione e la morte per insufficienza cardiaca. Ulteriori analisi hanno incluso l’impiego della  cistatina-C e del  NT-proBNP per un’approccio multimarker utilizzabile per la previsione di eventi avversi. Sono stati arruolati un totale di 300 pazienti seguiti nel tempo con un follow-up medio di 2 anni. Dalle analisi è emerso che la mortalità a 2 anni per tutte le cause è stata del 22,6%, mentre la mortalità per insufficienza cardiaca pari all’8,3%. L'end point primario si è verificato nel 17,3% dei pazienti. Dall’analisi multivariata è emerso che nessuna differenza significativa dell'end point primario è stata riscontrata tra i pazienti con proteina C-reattiva  ≤3 vs >3 mg/L [frequenza cardiaca (HR) 0,91 (0,50-1,64) P=0,76 ], mentre valori sierici di proteina C-reattiva >3 mg/L risultavano fortemente associati con mortalità per HF [HR: 3,17 (1,54-6,54) P=0,002]. In aggiunta, valori sierici di NT-proBNP al di sopra della media erano significativamente associati con l'end point primario [HR aggiustato: 1.46 (1,020-2,129) P=0,042]. Una funzione per la valutazione del rischio che include i tre marker biologici, la classe NYHA e la frequenza cardiaca a riposo, consentirebbe di stratificare il rischio di morte in questi pazienti dal 5 al 50%. In conclusione, valori di proteina C-reattiva sierica >3 mg/L non sono associati a morte cardiaca improvvisa o a  VT/VF, tuttavia risultano essere un forte fattore predittivo di mortalità per HF. Inoltre, l’impiego di biomarker associati ai segni clinici permettono una stratificazione eccellente del rischio di mortalità a 2 anni.

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