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Un modello per la stratificazione del rischio del paziente con scompenso cardiaco acuto: si parte dal triage!

Fonte: Ann Intern Med. 2012.

Uno studio multicentrico (coinvolti 86 ospedali nel territorio Americano) condotto su 12.591 pazienti ha cercato di derivare un modello predittivo per la mortalità (entro 7 giorni dall’ingresso in un reparto di emergenza) in soggetti con  scompenso cardiaco acuto. Gli Autori hanno dimostrato che il rischio di mortalità aumenta con la frequenza cardiaca registrata durante la visita di triage (aumento del rischio del 15% per ogni incremento di 10 bpm) e con i valori di creatinina (aumento del rischio del 35% per ogni incremento di 1 mg/dl). Anche valori di troponina positiva e bassi livelli di pressione arteriosa sistolica sono risultati predittori di mortalità. Tutte queste variabili sono entrate in modo significativo in un modello multivariato che ha dimostrato una ottima performance predittiva (area sottesa alla curva 0,805). L’unico limite di questo studio è che non è stata considerata la frazione di eiezione come fattore confondente.

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