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PCI trattamento di scelta nei giovani con malattia coronarica: ottima prognosi a breve e lungo termine!

Fonte: American Journal of Cardiology Volume 109, Issue 12 , Pages 1717-1721, 15 June 2012.

La PCI (intervento coronarico percutaneo) nei pazienti giovani porta a risultati eccellenti a breve ed a lungo termine e pertanto dovrebbe essere considerata come il trattamento di scelta. Questi sono i risultati a cui sono giunti Emanuele Meliga ed i suoi colleghi che, in considerazione del fatto che i dati sulla prognosi a lungo termine di PCI in pazienti giovani sono limitati, si sono proposti di valutare i risultati clinici immediati ed a lungo termine in pazienti giovani, con malattia coronarica, sottoposti a PCI con impianto di stent. Dal 2005 al 2010, sono stati inclusi nello studio 214 pazienti consecutivi di età ≤ 40 anni, età media era 36,3 ± 3,5 anni, 88,3% uomini, tre quarti fumatori attivi e tutti con almeno 1 fattore di rischio cardiovascolare tradizionale. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a PCI con impianto di stent: 154 metallici e 118 a rilascio di farmaco. Come end point primario è stato considerato l'incidenza di eventi cardiaci e cerebrovascolari avversi a breve e lungo termine. Dai dati ottenuti, analizzati retrospettivamente, è emerso che la mortalità intraospedaliera è stata pari a 0 e l'incidenza di eventi avversi cardiaci e cerebrovascolari durante la degenza è stata del 2,3%. Non ci sono ulteriori eventi a 30 giorni di follow-up e ad un follow-up mediano di 757 giorni il tasso di mortalità complessiva è stata dello 0,9%, mentre una nuova procedura di rivascolarizzazione è stata necessaria nel 12,6% dei pazienti. La percentuale di sopravvivenza libera da eventi avversi maggiori cardiaci e cerebrovascolari al follow-up mediano ed a 1.818 giorni è stata rispettivamente dell’ 89,6% e del 84,2%. Il fumo attivo e frazione di eiezione ventricolare sinistra <50% sono risultati predittori indipendenti di eventi avversi cardiaci e cerebrovascolari. Possiamo quindi concludere che l’PCI in pazienti giovani può essere considerato il trattamento di scelta per una miglior prognosi a breve e lungo termine e devono essere anche considerati i fattori di rischio tradizionali, in quanto importanti determinanti prognostici di eventi avversi, che potrebbero aiutare ad identificare i pazienti ad alto rischio.

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