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La cessazione del fumo sia prima che dopo PCI è utile a ridurre la mortalità per tutte le cause

Fonte: Clinical Cardiology DOI: 10.1002/clc.22004.

Nonostante un elevato rischio di rivascolarizzazione, la cessazione del fumo sia prima che dopo PCI è utile a ridurre la mortalità in tutte le sue cause. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Tao Chen del Fuwai Hospital di Pechino. Considerando che è controverso l'effetto del fumo sulla prognosi dei pazienti sottoposti ad intervento coronarico percutaneo (PCI) e dati sull'importanza di smettere di fumare o le riduzioni sono state carenti, i ricercatori hanno voluto valutare se ridurre o smettere di fumare potrebbe ridurre il rischio di esiti avversi in pazienti dopo PCI. Sono stati arruolati 19.506 pazienti consecutivi che erano stati sottoposti a PCI con successo tra aprile 2004 e gennaio 2010. I dati sono stati raccolti al basale e durante il follow-up. Rispetto ai pazienti post-PCI (fumatori ed ex fumatori), i fumatori e i non fumatori pre-PCI erano più anziani ed avevano una maggiore prevalenza di fattori concomitanti come l'ipertensione e la disfunzione del ventricolo sinistro. L'hazard ratio aggiustata per la mortalità era di 2,52 (IC 95%: 1,92-3,30) per i non fumatori, 0,52 (IC 95%: 0,32-0,84) per gli ex fumatori pre-PCI e 0,11 (95% CI: 0,06-0,22 ) per gli ex fumatori post-PCI, rispetto ai fumatori. Per quanto riguarda ulteriori interventi di rivascolarizzazione, un rischio più elevato è stato osservato tra gli ex fumatori (1,70 [95% CI: 1,40-2,08] per quelli pre-PCI e 1.59 [95% CI: 1,36-1,85] per quelli post-PCI), così come per i non fumatori (1,40 [95% CI: 1,20-1,64]). Tra i fumatori, ogni riduzione di 5 sigarette al giorno era associata ad un calo del 72% del rischio di mortalità (P<0,001) ma non ha raggiunto la significatività statistica per i interventi di rivascolarizzazione ripetuti (0,80 [95% CI: 0,46-1,37], P=0,4132 ). I ricercatori concludono che l’apparente paradosso del fumatore potrebbe essere spiegato con le differenze di rischio di base o dalla ridotta sensibilità ai risultati negativi così come la riluttanza a cercare aiuto medico tra i fumatori.

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