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Impatto del pacemaker permanente post TAVI

Fonte: J Am Coll Cardiol, doi:10.1016/j.jacc.2012.03.054 (Published online 20 June 2012).

Questo studio ha cercato di valutare l'impatto dell'impianto di pacemaker permanente (PPM) sugli esiti clinici in pazienti sottoposti a impianto transfemorale di valvola aortica (TAVI). E' noto infatti che la procedura di TAVI può essere complicata da gravi bradiaritmie con conseguente necessità di impianto di PM (In alcune casistiche fino al 40% delle procedure). Sono stati arruolati 353 pazienti consecutivi (età media: 82,6 ± 6,1 anni, con EuroSCORE: 25,0 ± 15,0%) con stenosi aortica grave sottoposti a TAVI transfemorale. I risultati clinici sono stati confrontati tra i 3 gruppi: (1) pazienti che necessitano di impianto di PPM dopo TAVI (PPM dopo TAVI), (2) pazienti senza PPM prima o dopo TAVI (no PPM), e (3) pazienti con PPM prima della TAVI (PPM prima TAVI). L'end point primario è stato rappresentato dalla mortalità per qualsiasi causa a 12 mesi. Dei 353 pazienti, 98 pazienti (27,8%) appartenevano al gruppo PPM dopo TAVI, 48 pazienti (13,6%) appartenevano al gruppo PPM prima di TAVI e 207 pazienti (58,6%) appartenevano al gruppo senza PPM. A 12 mesi di follow-up, la mortalità è risultata simile in tutti e 3 i gruppi (PPM dopo TAVI: 19,4%, PPM prima TAVI: 22,9%, nessun PPM: 18,0%, p=0,77). In conclusione, l'impianto di PPM periprocedurale non sembra influenzare negativamente gli esiti clinici in pazienti sottoposti a TAVI tranfemorale.

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