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Atorvastatina pre by-pass: riduce l’incidenza di FA postoperatoria a dosaggi routinari, senza differenza rispetto alle alte dosi!

Fonte: Ann Thorac Surg. 2012 Jul;94(1):8-14. Epub 2012 Mar 17.

Il pretrattamento con atorvastatina riduce significativamente l'insorgenza di FA (fibrillazione atriale) dopo by-pass anche se non è stata evidenziata alcuna differenza significativa tra gli effetti benefici dei trattamenti intensivi con atorvastatina rispetto a quelli di routine. E’ noto che studi recenti hanno suggerito che le statine riducano l'incidenza di FA dopo interventi cardiaci, ma la terapia con statine a dosi intensive doveva ancora essere studiata a fondo. A tal proposito il dott. Karimi A ed i suoi colleghi hanno studiato in modo retrospettivo 1.839 pazienti consecutivi, 1.177 uomini (il 73,2%), età media di 60,6 ± 9,5 anni, che hanno subito un singolo by-pass coronarico e non avevano storia di precedente FA, impianto di pacemaker o assunzione di farmaci antiaritmici. Mediante un’analisi logistica è stato indagato l’effetto dose-correlato dell’atorvastatina sull’incidenza di FA postoperatoria in 1.607 pazienti, di cui 75 (4,7%) non avevano ricevuto atorvastatina, 1.047 (65,1%) avevano assunto 40 mg/die e 485 (30,2%) avevano ricevuto 80 mg/die, per almeno 3 giorni prima dell'intervento. Di tutti i pazienti sono stati registrati i seguenti dati: la dose di atorvastatina durante il ricovero, i dati demografici, ecocardiografici e angiografici, la storia medica, la terapia farmacologica e le caratteristiche procedurali. E’ stato utilizzato un telemonitoraggio continuo durante le prime 72 ore postoperatorie per valutare l’incidenza di FA, definita come episodi di durata maggiore di 5 minuti. Dall’analisi di regressione logistica multivariata è stato dimostrato che la mancanza di pretrattamento con atorvastatina in soggetti di età avanzata, atrio sinistro dilatato e sesso maschile, che non assumono beta bloccanti, tende ad essere associato ad un aumentato rischio di incidenza di FA postoperatoria, senza differenza significativa in termini di effetto tra un dosaggio più alto (80 mg/die) ed uno inferiore (40 mg/die).

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