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Consumo di alcol ed effetti a lungo termine sugli eventi cardiovascolari

Fonte: Eur Heart J (2012) 33 (13): 1598-1605.

Lo scopo di questo studio era esaminare l'associazione tra consumo a lungo termine di alcol, consumo di alcol prima e dopo l'infarto del miocardio (IM) ed associazione con tutte le cause di mortalità cardiovascolare tra i sopravvissuti a IM. L'Health Professionals Follow-up Study (HPFS) è uno studio prospettico di coorte su 51.529 pazienti statunitensi di sesso maschile. Dal 1986 al 2006, 1.818 uomini sono stati registrati per infarto miocardico non fatale. Tra i sopravvissuti a IM, 468 morti sono state documentate in 20 anni di follow-up. Il consumo medio di alcol a lungo termine è stato calcolato a partire dal periodo di tempo immediatamente prima del primo infarto miocardico ed aggiornato ogni 4 anni dopo. Rispetto ai non bevitori, gli hazard ratio (HR) multivariabili-aggiustati per per tutte le cause di mortalità erano 0,78 (95% CI: 0,62-0,97) per i 0,1-9,9 g/die, 0,66 (95% CI: 0,51-0,86) per 10,0-29,9 g/die e 0,87 (95% CI: 0,61-1,25) per ≥ 30 g/die (P=0,006). Per la mortalità cardiovascolare, gli HR corrispondenti erano 0,74 (95% CI: 0,54-1,02), 0,58 (95% CI: 0,39-0,84) e 0,98 (95% CI: 0,60-1,60), P=0.003. Questi risultati sono coerenti quando si limitano a valutazioni pre-e post-IM. Nelle analisi dei sottogruppi, il consumo moderato di alcol è risultato inversamente associato con la mortalità tra gli uomini con infarti non-anteriori e tra gli uomini con funzione ventricolare sinistra lievemente diminuita.

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