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Risultato a lungo termine dell'impianto di elettrocateteri atriali bipolari in giovani adulti

Fonte: Europace (2012) 14 (7): 1002-1007.

Gli elettrocateteri bipolari atriali transvenosi hanno buoni risultati a lungo termine in pazienti giovani, con un tasso molto basso di malfunzionamento del catetere. L’età al momento dell'impianto può ridurre ulteriormente questa percentuale e la dislocazione del catetere è più frequente nel periodo post-operatorio. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott. Silvetti ed il dott. Drago che hanno voluto valutare gli outcomes dell’impianto di eletttrocateteri atriali bipolari in pazienti giovani con necessità di PM (pacemaker). A tal proposito mediante un’analisi retrospettiva sono stati valutati bambini e giovani adulti di un unico centro, con necessità di PM, sottoposti ad impianto di catetere atriale tra il 1992 ed il 2008. Nello studio sono stati inclusi un totale di 110 pazienti, 75 con difetti cardiaci congeniti (41%d-trasposizione delle grandi arterie di status/post Mustard, 11% con difetto del setto atrioventricolare, 9% con la tetralogia di Fallot, 8% con difetto del setto interventricolare), di età media 13,3 ± 5,3 anni, sottoposti ad impianto di PM con cateteri atriali bipolari transvenosi per disfunzione del nodo del seno (50%), blocco atrioventricolare (38%), cardiomiopatie e aritmie ventricolari (12%). I cateteri utilizzati erano per il 98% a rilascio di steroidi, il 59% a fissazione passiva, il 41% a vite, 72% con isolamento in poliuretano e 28% con isolamento in silicone. Questi sono stati posizionati mediante puntura della vena succlavia in RAA (auricola destra) nel 50% dei casi, in parete libera atriale destra nel 25%dei casi ed in atrio sinistro nel 25% (nei casi s/p Mustard). Da un’analisi multivariata dei dati, ad un follow-up di 6.4 ± 4.8 (range 0,1-18) anni, è emerso che la giovane età al momento dell'impianto è stato un fattore di rischio per il mlfunzionamento del catetere (4 fili, 3,5%) (P = 0,03), che la soglia atriale presentava un piccolo ma significativo aumento, 0,002 V / mese (P <0,001), e l’impedenza una significativa diminuzione (0,6 Ω / mese, P <0,001) e che la dislocazione dei cateteri era più frequentemente nei casi in cui era stata utilizzata una vite (P = 0,03) ed in cui la punta del catetere era posizionata al di fuori dell’ RAA (P = 0,02).

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