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Scompenso cardiaco acuto: i beta bloccanti sono poco prescritti e, oltretutto, ad un dosaggio basso

Fonte: Herz 2012, DOI: 10.1007/s00059-012-3641-x.

Considerando che l’insufficienza cardiaca acuta con disfunzione sistolica è associata ad aumentata morbi-mortalità, la terapia ottimale non è ben definita, nonostante i dati della medicina basata sull'evidenza. I beta bloccanti migliorano la mortalità e la morbilità nei questi pazienti con disfunzione sistolica e sono attualmente indicati in tutti i pazienti a prescindere dallo stadio di insufficienza cardiaca in cui si trovano. I ricercatori hanno voluto valutare la terapia in dimissione, in particolare i beta bloccanti, in pazienti ricoverati per un episodio di scompenso cardiaco acuto con e senza la presenza nelle comorbilità di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Sono state analizzate le lettere di dimissione di 959 pazienti consecutivi con ricovero per la prima volta per insufficienza cardiaca acuta con disfunzione sistolica (FE<45%). La presenza di BPCO era associata ad una significativamente minore prescrizione di beta bloccanti (p<0,001). Inoltre, per quanto riguarda il tipo di beta bloccanti, ai pazienti con BPCO erano meno frequentemente prescritti i beta bloccanti selettivi (29% contro 48%, p<0,001). La presenza di BPCO tra i pazienti che con scompenso cardiaco acuto aumenta il rischio di non prescrivere beta bloccanti per un fattore di 1,785.

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