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GRACE study: effetti modesti dell'insulina glargine e nulli degli acidi grassi n-3 sullo spessore intima-media carotideo

Fonte: ESC Congress 2012, Munich - Germany.

Le persone disglicemiche sono sicuramente a maggior rischio di arteriosclerosi e malattie cardiovascolari. L'effetto combinato dell'insulina e degli acidi grassi n-3 in questa popolazione di pazienti non è noto. Questo studio ha voluto misurare l'effetto dell'uso combinato di insulina glargine e acidi grassi n-3 sullo spessore intima-mediap carotideo (CIMT). Lo studio GRACE presentato a Monaco di Baviera, durante i lavori del congresso 2012 dell'ESC, ha preso origine dal trial ORIGIN (Outcome Reduction with an Initial Glargine Intervention trial) di cui rappresenta un sotto- studio. Il GRACE è uno studio randomizzato, multicentrico, internazionale che ha coinvolto 1.184 pazienti (età media 63 anni) con malattia CV nota o fattori di rischio CV associati con disglicemia o intolleranza al glucosio o diabete di tipo 2. I pazienti hanno ricevuto insulina glargine in aperto ( con target di glicemia ≤95 mg/dL [5.3 mmol per litro]) in aggiunta a terapia standard o ipoglicemizzanti standard da soli e, in doppio cieco, o 1 gr in capsule di acidi grassi n-3 o placebo. L'end point primario dello studio era la variazione del CIMT massimo annualizzata misurata in 12 punti carotidei. End point secondario era la variazione del CIMT massimo annualizzata per la carotide comune e per la carotide comune + la biforcazione. I dati della valutazione con ultrasonografia sono stati registrati al basale, ogni anno per un follo up medio di 4,9 anni. I risultati hanno mostrato che l'insulina glargine riduce il CIMT principale ma la differenza non è statisticamente significativa (differenza =0.0030 ± 0.0021 mm/anno, p=0.145) mentre il CIMT secondario è stato ridotto in modo significativo (differenza di 0.0033 ± 0.0017 mm/anno; p=0.049 e 0.0045 ± 0.0021 mm/anno; p=0.032, rrispettivamente). Non si è registrata alcuna differenza sia nell'end point primario che secondario tra gruppo con acidi grassi n-3 e placebo. In conclusione, in soggetti disglicemici o francamente diabetici con malattia CV o con fattori di rischio CV, l'impiego di insulina glargine per riportare a target la glicemia ha ridotto in modo modesto la progressione dello spessore intima-media carotideo mentre la supplementazione di acidi grassi n-3 non ha sortito alcun effetto.

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