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REVERSE Study: la CRT mostra evidenti benefici a 5 anni sulla progressione della malattia in pazienti sintomatici con scompenso cardiaco lieve

Fonte: ESC Congress 2012, Munich - Germany.

I benefici della CRT (cardiac resynchronization therapy) tra i pazienti con disfunzione ventricolare sinistra, ritardo della conduzione ventricolare e scompenso cardiaco lieve sono ben definiti. Tuttavia si sa ancora poco sul mantenimento di tali benefici nel lungo termine. Lo studio REVERSE (REsynchronization reVErses Remodeling in Systolic left vEntricular dysfunction)  è uno studio multinazionale, prospettico, randomizzato, in doppio cieco, controllato a bracci paralleli disegnato per verificare se la CRT sia in grado di limitare la progressione dello scompenso cardiaco in confronto alla sola terapia medica ottimale. Lo studio ha arruolato 610 pazienti in classe NYHA I e II, QRS ≥120 ms e LVEF ≤40%. Ai pazienti è stato impiantato un apparecchio CRT-P o CRT-D e sono stati randomizzati a CRT ON o CRT OFF. I pazienti non erano in cieco per i primi 12 mesi in USA e Canada e 24 mesi in Europa in accordo al protocollo di studio che prevedeva, tra l’altro, che tutti i pazienti dopo i primi 12 o 24 mesi fossero passati a CRT ON e seguiti per 5 anni. Sono già stati riportati e pubblicati i dati relativi ai benefici della CRT vs controlli, sul rimodellamento cardiaco e sulla riduzione delle ospedalizzazioni per riacutizzazione dello scompenso. Quindi l’obiettivo del follow up era quello di verificare che tali benefici fossero mantenuti nel lungo termine di 5 anni sui 419 pazienti del gruppo CRT ON. Questo sottogruppo di pazienti è stato seguito da un core-lab in cieco annualmente con valutazione della classe NYHA, 6-minute walking test, qualità di vita, indagine ecocardio, registrazione di eventi avversi, ospedalizzazioni per peggioramento dello scompenso e mortalità. Il follow up medi è stato di 54.8+13.0 mesi, con buona compliance ( 95%, 89% e 86% dei pazienti rispettivamente a 3, 4 e 5 anni post randomizzazione). La regressione del rimodellamento ha raggiunto il picco dopo 2 anni per poi mantenersi stabile. La mortalità annuale è stata del 2,9%, portando la mortalità cumulata a 5 anni al 13,5%. Cumulando mortalità e ospedalizzazioni l’incidenza totale nei 5 anni è stata del 28,1% con una incidenza annuale stabile al 6,4%. In conclusione, la CRT produce un beneficio immediato e duraturo sul rimodellamento ventricolare di soggetti con scompenso cardiaco lieve in classe NHYA I-II che comporta un basso grado di mortalità e basso di ospedalizzazioni nel lungo termine.

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