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Studio CARDia: la PCI non è efficace e sicura quanto il CABG nei diabetici multivasali

Fonte: ESC Congress 2012, Munich - Germany.

Lo scopo dello studio CARDia (Coronary Artery Revascularization in Diabetes) era di confrontare la sicurezza e l’efficacia della PCI (percutaneous coronary intervention) con applicazione di stent verso CABG (coronary artery bypass grafting) in pazienti con diabete e coronaropatia multivasale sintomatica dove normalmente il CABG è la terapia di rivascolarizzazione standard e di scelta. L’end point principale era costituito da composito di mortalità per tutte le cause, IMA e stroke mentre l’end point secondario era come il principale con l’aggiunta di rivascolarizzazione ripetuta. Nello studio, sono stati coinvolti 510 pazienti diabetici con malattia multivasale o con malattia complessa di un singolo vaso randomizzati a PCI + stent (e abciximab di routine) o CABG. All’inizio è stato usato uno stent metallico tradizionale e poi, sulla base delle evidenze, si è passati al sirolimus eluting stent. Il follow up mediano a 5,1 anni ha mostrato che l’incidenza dell’end point principale è stata del 20.5% nel gruppo CABG e del 26.6% nel gruppo PCI (hazard ratio [HR]: 1.34, 95% confidence interval [CI] da 0.94 a 1.93; p=0.11), la mortalità per tutte le cause è stata del 12.6% e 14% rispettivamente (HR: 1.17, 95% CI da 0.73 a 1.87; p=0.53) e l’incidenza dell’end point secondario è stata del 26% nel gruppo CABG e del 37.5% nel gruppo PCI (HR: 1.56, 95% CI da 1.14 a 2.14; p=0.005). Gli stroke sono stati superiori nel gruppo CABG (4.3% vs 3.1%, HR: 0.72, 95% CI da 0.29 a 1.79; p=0.48), mentre gli IMA sono stati maggiori nel gruppo PCI (6.3% CABG vs 14% PCI, HR: 2.26, 95% CI da 1.25 a 4.08; p=0.007). In conclusione, lo studio non ha dimostrato una parità tra CABG e PCI nel trattamento di pazienti multivasali e diabetici. Tuttavia, tecnicamente, lo studio ha dimostrato la fattibilità della PCI in questi pazienti multivasali. Nel futuro, il tema sarà da approfondire nuovamente in base alle nuove tecnologie e stent che sempre di più andranno incontro alle nuove esigenze interventistiche.

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