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L'aumento di lipoproteine ad alta densità di colesterolo ed il progetto dal-HEART

Fonte: Eur Heart J (2012) 33 (14): 1712-1715.

L’incremento del livello di lipoproteine ​​ad alta densità (HDL) è stata proposta come una potenziale strategia terapeutica per ridurre il rischio cardiovascolare, in gran parte sulla base degli studi epidemiologici che dimostrano che bassi livelli di colesterolo HDL sono associati ad un aumentato rischio di malattia coronarica e di eventi cardiovascolari. Ciò ha portato alla percezione di colesterolo HDL come 'colesterolo buono'. In particolare HDL è rimasto un marker di aumentato rischio cardiovascolare anche nei pazienti coronaropatici con bassi livelli di colesterolo LDL (<70 mg / dL) in terapia con statine. Studi più recenti evidenziato la funzione endoteliale protettiva di HDL, compresa la stimolazione di ossido nitrico endoteliale (NO), così come effetti anti-infiammatori, anti-apoptotici e anti-trombotici. L'inibizione della proteina di trasferimento degli esteri del colesterolo (CETP) offre un'opportunità senza precedenti per aumentare i livelli plasmatici di colesterolo HDL. Il grande studio randomizzato ILLUMINATE ha esaminato gli effetti del torcetrapib - inibitore della CETP - sugli esiti clinici in 15.067 pazienti ad alto rischio cardiovascolare. Dopo il fallimento di torcetrapib per la tossicità dimostrata, sono stati effettuati due studi di sicurezza nel contesto del progetto dal-HEART: dal-VESSEL e dal-PLAQUE, volti ad escludere effetti avversi vascolari del dalcetrapib. In effetti, a dispetto di un aumento marcato dei livelli plasmatici di colesterolo HDL del 30% e una mancanza di effetto sulla pressione sanguigna, la funzione endoteliale non è migliorata. Mentre con dalcetrapib si è verificato solo un modesto aumento del colesterolo HDL, sia anacetrapib e evacetrapib hanno ridotto anche il colesterolo LDL, le LDL piccole e dense, la lipoproteina (a), il colesterolo non-HDL e l’apolipoproteina B. Inoltre, le varianti del gene CETP erano associate ad attività CETP inferiori risultate associate ad una riduzione di eventi cardiovascolari.

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