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Caratteristiche dei battiti ectopici associati a fibrillazione atriale: differenze tra parossistica e persistente!

Fonte: Heart Rhythm, Volume 9, Issue 9, September 2012, Pages 1367–1374.

Dai risultati di questo interessante studio emerge che è possibile monitorare la transizione da fibrillazione atriale parossistica (FAP) a persistente (FAper) sulla base delle statistiche dei trigger atriali in termini di carico e timing di contrazioni atriali premature (CAP), valutate all’ECG Holter delle 24 ore. Il Dott. Brooks ed i suoi colleghi hanno esaminato 50 pazienti consecutivi con FAP, 50 pazienti con FAper e 25 controlli, confrontabili per età, tutti sottoposti a valutazione clinica, ecocardiografia transtoracica e monitoraggio elettrocardiografico ambulatoriale. Dopo aver escluso 29 pazienti che presentavano FA per l'intera registrazione (n=24) o registrazioni inaffidabili (n=5), sono stati analizzati i dati di 49 pazienti con FAP, di 24 pazienti con FAper e di 23 controlli sani. Dalle analisi è emerso che il carico medio di CAP era più alto nei pazienti con FAP (2 [1-22] CAP / h, p=0.004) e con FAper (3 [1-6] APC / h, p=0.04) rispetto ai controlli (1 [0-1] APC / h), ma non vi era una differenza statisticamente significativa (P=0,66) tra i sottogruppi con FA. Inoltre, nei pazienti con FAP è stata riscontrata una prevalente distribuzione oraria del carico di CAP dopo le 7 PM, che si manteneva elevata per tutta la notte (P=0.002) a fronte di una risposta temporalmente complementare (dalle 6 AM alle 7 PM) nella coorte di pazienti con FAper (P=0.01). Infine, i pazienti con FAP presentavano un tasso maggiore di CAP con accoppiamento precoce (29% [13-45], P=0,04) rispetto ai soggetti con FAper (17% [5-29]). In conclusione, nei pazienti con FA la valutazione ed il monitoraggio delle caratteristiche dei CAP, in termini di carico complessivo e timing con distribuzione circadiana delle stesse, permette di monitorare la transizione da un tipo di aritmia “trigger-based”, parossistica e sensibile agli stimoli autonomici ad una malattia “substrate-based” di tipo persistente.

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