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  • RHAPSODY trial: nuove evidenze nel trattamento delle ricorrenze di pericardite
    Fonte: AHA Virtual Scientific Session 2020. l RHAPSODY trial è uno studio randomizzato, in doppio cieco, che ha valutato il ruolo del rilonacept, un inibitore dell'interleuchina 1-alfa e 1-beta, nel ridurre le pericarditi ricorrenti. I risultati sono stati mostrati durante il congresso dell'American Heart Association di quest'anno. I pazienti con pericardite ricorrente sono stati randomizzati a ricevere rilonacept (n=30) oppure placebo (n=31). La durata media del follow-up è stata di 16 settimane (età media dei pazienti 45 anni, 57% di sesso femminile). Sono stati arruolati pazienti con almeno una seconda ricorrenza di pericardite (da multiple eziologie: idiopatica 85% ; post pericardiectomia 14%; sindrome di Dressler 1%) e in trattamento con terapia standard (FANS, colchicina, glucocorticoidi)....leggi la news
  • STRENGTH TRIAL: gli OMEGA 3 non sono superiori al placebo nel ridurre gli outcome avversi cardiovascolari nel paziente ad alto rischio cardiovascolare
    Fonte: AHA Virtual Scientific Session 2020. Lo STRENGTH trial è stato presentato durante il congresso dell’ American Heart Association 2020, svoltosi in modalità virtuale. Questo studio ha fallito nel dimostrare che gli acidi omega-3 sono superiori al placebo nel ridurre gli outcome avversi cardiovascolari. Non è certo infatti che la terapia combinata con gli acidi omega-3 eicosapentaenoici (EPA) e docosaesaenoici (DHA) possa ridurre il rischio cardiovascolare. Lo scopo dello studio è stato di valutare l’efficacia della combinazione EPA/DHA (omega-3 CA) comparata con placebo tra pazienti con dislipidemia e alto rischio cardiovascolare. Si tratta di uno studio randomizzato, in doppio cieco, in cui sono stati arruolati 6.539 pazienti nel gruppo omega-3-CA e 6.539 nel gruppo placebo....leggi la news
  • Ticagrelor non è superiore al Clopidogrel in pazienti ad alto rischio sottoposti a rivascolarizzazione percutanea in elezione: lo studio ALPHEUS
    Fonte: AHA Virtual Scientific Session 2020. Nella giornata del 14 Novembre 2020 sono stati presentati i risultati del trial ALPHEUS, al congresso dell’American Heart Association 2020 (AHA 2020, 13-17 Novembre, virtual). I risultati di questo trial sono stati simultaneamente pubblicati sulla celebre rivista “Lancet”. Si tratta di uno studio internazionale, randomizzato, multicentrico che ha arruolato 1.833 adulti in 49 centri in due paesi europei (Francia e Repubblica Ceca). I pazienti coinvolti nello studio avevano patologia coronarica da sottoporre a coronarografia e rivascolarizzazione percutanea elettiva. Lo studio ha valutato se il ticagrelor, in questi pazienti, è in grado di ridurre le complicanze periprocedurali (infarto periprocedurale, danno miocardico) e il rischio di sanguinamento ad esso associato, in...leggi la news
  • La doppia antiaggregazione per un mese dopo angioplastica coronarica non è inferiore al trattamento più prolungato: i risultati dello studio ONE-MONTH DAPT
    Fonte: AHA Virtual Scientific Session 2020. Lo studio “One-Month DAPT” è stato presentato al congresso dell’American Heart Association 2020. Il trial ha dimostrato che un mese di DAPT non è inferiore a 6-12 mesi di DAPT nel prevenire eventi avversi ischemici o sanguinamenti, in pazienti sottoposti ad angioplastica percutanea. Si tratta di uno studio randomizzato, open-label che ha arruolato pazienti sottoposti a PCI per patologia cardiaca ischemica stabile o instabile, i quali sono stati randomizzati ad 1 mese di DAPT (n=1.507) oppure 6-12 mesi di DAPT (n=1.513). Nel primo gruppo i pazienti hanno ricevuto stent ricoperto polymer-free (BioFreedom), mentre nel secondo gruppo i pazienti hanno ricevuto un DES (Biomatrix o Ultimaster). La durata del follow-up...leggi la news
  • Registro COVID-19 dell'American Heart Association: presentati i primi risultati durante il congresso virtuale 2020!!
    Fonte: AHA Virtual Scientific Session 2020. Una sezione interamente dedicata al COVID-19 e alle sue implicazioni in cardiologia, si è tenuta il 17 Novembre, durante l’ultima giornata del Congresso dell’ American Heart Association 2020. Sono stati presentati alcuni risultati del registro AHA-COVID19, simultaneamente pubblicati sulla rivista Circulation. Dal registro è emerso che l’obesità, in pazienti con COVID-19 è associata ad alto rischio di trombi e morte, ad una maggiore necessità di ventilazione assistita. I ricercatori hanno analizzato dati provenienti da 8.000 pazienti ospedalizzati. Il 44% di essi era obeso o severamente obeso (BMI >40 kg/m2), e ciò risultava essere un importante fattore di rischio per l’ospedalizzazione e di morte intra-ospedaliera. I ricercatori hanno notato che...leggi la news

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