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Nuove Linee Guida ACLS
Fonte: Circulation 2010. Online.

ACLSFinalmente pubblicato su Circulation il nuovo protocollo ACLS (Advanced Cardiac Life Support) , con numerose novità dopo quelle pubblicate ormai 5 anni fa, ad opera dell’American Heart Association. Questa pubblicazione è sempre molto attesa per l’ovvio impatto che ha sul paziente colpito da arresto cardiaco per l’ottimizzazione e la standardizzazione delle manovre rianimatorie. Il principale scopo di queste Linee guida è quello di attuare tutte le misure per l’ottimizzazione per la gestione dell’arresto cardiaco (ad iniziare dalla sua prevenzione) iniziando dalla corretta gestione delle vie aeree, il supporto ventilatorio, il trattamento dell’arresto cardiaco, delle bradi e delle tachiaritmie. Nella sezione n°8 di queste Linee guida si affrontano i temi forse più caldi della gestione del paziente in arresto cardiaco.
Le principali novità riguardano:
1 - La raccomandazione dell’uso estensivo della capnografia nell’IOT
2 - L’algoritmo universale dell’arresto è stato semplificato e ridesignato per enfatizzare l’importanza di un massaggio cardiaco (CPR) di alta qualità
3 - L’atropina è sostanzialmente “uscita” nel suo uso di routine nei casi di asistolia o attività elettrica senza polso (PEA)
4 - L’infusione di farmaci cronotropi sono maggiormente raccomandati come alternativa al pacing durante le bradicardie estreme o comunque sintomatiche
5 - L’adenosina è divenutoo un farmaco di sicuro utilizzo nel management iniziale delle tachiaritmie stabili sia a QRS stretto (se tachiaritmie regolari) sia largo (>0.12 sec, purchè monomorfiche e regolari).
Di seguito riportiamo l’algoritmo universale dell’ultimo ACLS. La lettura sarà certamente lunga… Ma davvero bella..

Scarica allegato in PPTX - Download

 
1. SANTE FERRARELLO
mi sembra più logico e efficace
inserito il: 25-05-2014 00:30
 
  • Proposte per la personalizzazione della terapia antitrombotica nei pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a stenting coronarico
    Fonte: Patti G et al. Eur J Intern Med. 2017. pii: S0953-6205(17)30121-8. Pubmed PMNID: 28365223. La strategia antitrombotica ottimale nei pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a stenting coronarico è tuttora sconosciuta. Le linee guida attuali suggeriscono con livello di evidenza C una triplice terapia antitrombotica con aspirina e clopidogrel in associazione ad un antagonista della vitamina K o ad un anticoagulante orale diretto. Tuttavia è nota l'elevata incidenza di sanguinamenti utilizzando questa strategia. La pubblicazione dei risultati dello studio PIONEER AF-PCI ha recentemente aperto nuovi orizzonti in questo ambito. Gli autori di questo articolo propongono un algoritmo decisionale basato sulle evidenze attuali per la personalizzazione della terapia antitrombotica sulla base del rischio tromboembolico, ischemico ed...leggi la news
  • Profilassi antiaggregante o antitrombotica nel paziente fibrillante a basso rischio: una ulteriore conferma al NO!
    Fonte: Anjani Golive, MD - http://dx.doi.org/10.1016/j.amjcard.2017.03.256. Il reale beneficio dell'uso di antitrombotici nella profilassi del tromboembolismo nei pazienti affetti da fibrillazione atriale a basso rischio rimane ancora controverso. A tale scopo, sono stati analizzati 56.764 pazienti con diagnosi di FA e un punteggio CHADS2 0 o 1, o CHA2DS2-VASc di 0, 1 o 2 trattati con aspirina o clopidogrel (terapia antiaggregante) o warfarin in monoterapia (anticoagulante) entro 6 mesi dalla diagnosi. L'end point comprendeva la mortalità per qualsiasi causa, accidente cerebrovascolare (CVA), attacco ischemico transitorio (TIA), e sanguinamento maggiore. L'età media della popolazione era 67,0 ± 14,1 anni e il 56,6% era di sesso maschile. 9.682 pazienti sono stati trattati con ASA,1.802 con clopidogrel e...leggi la news
  • L'iperglicemia, anche quando non esita in diabete, aumenta significativamente il rischio cardiovascolare
    Fonte: Merino J. Diabetes Care. 2017 Mar 15. pii: dc162625. doi: 10.2337/dc16-2625. [Epub ahead of print]. Dati epidemiologici prospettici hanno evidenziato che gli individui con diabete di tipo 2 (DT2) hanno una maggiore incidenza di malattia coronarica (CAD) rispetto a quelli senza DT2, e questa evidenza supporta la considerazione del DT2 come fattore di rischio predittivo per futura malattia cardiaca. Tuttavia, il DT2 è una malattia complessa, tipicamente accompagnata da un aumento adiposità, infiammazione, stress ossidativo, dislipidemia ed un aumento della pressione sanguigna, che accelerano l'aterosclerosi e influiscono sulla determinazione della CAD. Pertanto, è possibile che l'effetto del DT2 sulla CAD non sia mediato dalla glicemia di per sé, ma da altri fattori patogenetici di...leggi la news
  • Aspirina a basse dosi in prevenzione primaria in diabete di tipo 2 non ha ridotto il rischio di eventi cardiovascolari, mentre ha aumentato il rischio di sanguinamento gastrointestinale
    Fonte: Saito Y. Circulation. 2017;135:659-670. I dati sulla efficacia e sicurezza della somministrazione di aspirina a basse dosi per la prevenzione cardiovascolare primaria nei diabetici tipo 2 non sono ancora conclusivi. Metodi: Lo studio randomizzato JPAD (Japanese Primary Prevention of Atherosclerosis With Aspirin for Diabetes) ha valutato se la somministrazione di aspirina a basse dosi possa influenzare gli eventi cardiovascolari in 2.539 pazienti giapponesi affetti da diabete di tipo 2 e senza pregressa malattia cardiovascolare. I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi, ovvero quelli che ricevevano aspirina (al dosaggio di 81 o 100 mg al giorno) e quelli che non la ricevevano. Dopo lo conclusione dello studio, avvenuta nel 2008, i pazienti sono stati...leggi la news
  • Liraglutide 3.0 mg potrebbe offrire benefici in termini di salute per la riduzione del rischio di diabete nei pazienti con obesità e prediabete
    Fonte: Le Roux CW. Lancet. 2017 Feb 23. pii: S0140-6736(17)30069-7. doi: 10.1016/S0140-6736(17)30069-7. Il trattamento con Liraglutide 3.0 mg ha già dimostrato di essere efficace nel ridurre il peso corporeo e nel migliorare il metabolismo glucidico al termine delle prime 56 settimane di questo trial del programma SCALE. La valutazione a 3 anni dello Studio “SCALE Obesità e Pre-diabete” ha avuto lo scopo di valutare la proporzione di individui pre-diabetici che progrediscono verso il diabete di tipo 2. Metodi: In questo studio randomizzato, in doppio cieco, placebo-controllato, individui adulti con pre-diabete ed indice di massa corporea di almeno 30 kg/m2, o di almeno 27 kg/m2 in associazione a comorbidità, sono stati randomizzati con rapporto 2:1, utilizzando...leggi la news

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