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La TC coronarica identifica la stenosi o l'ateromasia coronarica?
Fonte: EHJ 2011; 32, 637-645.

La TC multistrato ha un valore predittivo positivo limitato per l’identificazione di stenosi coronariche. E’ noto, infatti, che la TC coronarica sia in grado di visualizzare l’ateromasia coronarica ma anche che sia imprecisa nella quantificazione delle stenosi coronariche. In questo studio sono stati confrontati i risultati della TC coronarica con l’angiografia coronarica e l’ecografia intravascolare (IVUS) in 100 pazienti. La TC ha correttamente escluso la presenza di stenosi significative (definite come stenosi >50% alla coronarografia) in 53/53 pazienti; tuttavia in 9 (19%) pazienti sono state identificate stenosi significative, non confermate alla coronarografia. Globalmente la sensibilità, la specificità, il valore predittivo positivo e negativo sono risultati pari a 100, 85, 81 e 100%. La TC ha invece identificato correttamente la presenza di aterosclerosi (presenza di placche >40% all’IVUS) in 93/93 pazienti (100%). La TC coronarica sembra quindi una valida metodica per l’identificazione dell’aterosclerosi coronarica, mentre è ancora imprecisa nella valutazione del grado delle stenosi coronariche.

 
CESARE ALBANESE
Da questi dati sembra potersi confermare quella che è a tutt'oggi forse la principale indicazione all'esecuzione della cardioTAC: l'esclusione di patologia aterosclerotica e stenosi coronariche significative in soggetti con test provocativi non invasivi di ischemia (da eseguire preliminarmente in tutti i casi) dubbi o positivi in soggetti con bassa probabilità pretest di malattia coronarica
inserito il: 09-03-2011 11:04
 
 
FILIPPO DELRIO
Citazione cesare albanese:
Da questi dati sembra potersi confermare quella che è a tutt'oggi forse la principale indicazione all'esecuzione della cardioTAC: l'esclusione di patologia aterosclerotica e stenosi coronariche significative in soggetti con test provocativi non invasivi di ischemia (da eseguire preliminarmente in tutti i casi) dubbi o positivi in soggetti con bassa probabilità pretest di malattia coronarica

concordo al 100%
inserito il: 09-03-2011 11:39
 
 
MASSIMO BOLOGNESI
Albanese dice cose già note agli esperti che devono decidere se l'ischemia inducibile da sforzo nel test ergometrico è segno di aterosclerosi coronarica ostruttiva critica, soprattutto in caso di soggetti asintomatici, paucisintomatici o oligosintomatici. Sia Batkoff su Cath Cardiovac Diagn 1996, sia Hofmann su Circulation 2004, asserivano che lo scanner a 64 strati presenta un valore predittivo negativo uniformemente elevato (98-99%) per stenosi significative con angio-TC. In base all'esperienza personale degli ultimi 11 anni devo dire che la correlazione tra test di ischemia inducibile, ben fatti e ben interpretati, l'angio-Tc oggi ha nettamente superato altri esami di imaging funzionale come l'ecostress (molto dipendente dall'operatore) e così pure la scintigrafia miocardica da sforzo, che presenta ancor più limiti (di operatore e tecnico metodologico). Ho raccolto circa 50 casi su queste tematiche ed alcuni di questi sono pubblicati su tesi online con titolo "La cardiopatia ischemica silente negli atleti master competitivi". Proprio oggi invio a Cademartiri un paziente oligosintomatico, mai riconosciuto tale da alcuni colleghi ospedalieri già nel 2008, per eseguire una angio-Tc per verificare con certezza una probabile restenosi di una Cdx rivascolarizzata e la progressione di una aterosclerosi di una IVA con precedente diagnosi CAG di stenosi non critica. In clinica serve solo una cosa: sapere decidere correttamente.
inserito il: 09-03-2011 13:14
 
 
ALFIO BIANCHI
Sono i limiti della TAC. Occorre tener presenta la possibile successiva necessita' di coronarografia. Come la mettiamo con le radiazioni ?
inserito il: 10-03-2011 13:45
 
 
ROCCO LEONE
Condivido l'osservazione del collega Bianchi!
Che senso ha sottoporre un paziente con test provocativo dubbio per ischemia a alla TC coronarica,in considerazione della notevole quantità di radiazioni: se poi la Tc dovesse confermare la presenza di stenosi coronariche critiche,dobbiamo comunque sottoporre il paziente a coronarografia ed eventuale PTCA!! Fate un pò voi il calcolo della quantità di radiazioni a cui quel paziente si è sottoposto!
La ricerca è una cosa ma la realtà, a mio avviso, è un pò diversa...nell'interesse del paziente...
inserito il: 13-03-2011 00:30
 
 
MICHELE ADAMO
Vedo la TC coronarica indicata più in fase precoce al fine di una prevenzione per l'arteriosclerosi se presenti nel Pz fattori di rischio importanti. In fase sintomatica o con test da sforzo positivi penso che sia più utile per i provvedimentie e meno costosa una coronarografia.
inserito il: 13-03-2011 12:05
 
 
IGNAZIO MAODDI
condivido ciò che dice albanese
inserito il: 13-03-2011 16:42
 
 
GIUSEPPE LA ROCCA
la TC coronarica in pazienti sintomatici e con positività alla scintigrafia miocardica da sforzo ci darà indicazioni alla rivascolarizzazione.
inserito il: 13-03-2011 17:18
 
 
ALFIO STUTO
Come sostiene il collega Bolognesi "in clinica è importante saper decidere correttamente" nell'interesse del paziente (Bianchi, Leone) e della spesa pubblica.
inserito il: 14-03-2011 11:48
 
 
MARIO UGO MIRABELLA
la colonscopia virtuale non e' stata capace di soppiantare la colonscopia tradizionale.Perche' la cardiotac dovrebbe soppiantare la coronarografia ?Le metodiche diagnostico operative sono sicuramente da preferire nei casi di forte sospetto di patologia.
inserito il: 17-03-2011 22:38
 
 
ANTONIO BONORA
Credo che anche in questo campo sia fondamentale, oltre una corretta indicazione, un adeguata valutazione del rapporto costo/beneficio.
Possiamo senz'altro concordare sul fatto che un esame con un così elevato valore predittivo negativo sia in grado di evitare di sottoporre il paziente ad un esame più invasivo e rischioso, come la PTCA.
Inoltre la diffusione della TAC coronarica è conforme al generale trend di separazione fra esami puramente diagnostici ed esami operativi invasivi(vedi colangio-RM vs ERCP).
Infine ritengo che non vada agitatio lo spauracchio della dose di radiazioni. Teniamo presente che la TAC coronarica è indicata solo in paz a medio e basso rischio, nei quali è attesa una bassa percentuale di successiva indicazione a PTCA.
inserito il: 18-03-2011 11:48
 
 
GIACOMO MUSSO
La Tac coronarica, per la mia esperienza , può essere utile anche al paziente con cardiopatia ischemica a rischio medio alto.
inserito il: 31-01-2018 13:02
 
  • L’infezione da virus influenzali aumenta il rischio di infarto miocardico
    Fonte: Kwong JC et al. N Engl J Med. 2018 Jan 25;378(4):345-353. doi: 10.1056/NEJMoa1702090. Le infezioni dell’apparato respiratorio rappresentano un possibile trigger di eventi cardiovascolari, in particolare di infarto miocardico acuto (IMA). Alcuni studi sembrano indicare un’associazione tra il virus influenzale e l’IMA, ma molti di questi presentano possibili bias correlati al disegno di studio e alle metodiche non specifiche di diagnosi dell’infezione. Dal momento che gli eventi correlati al virus influenzale sono potenzialmente prevenibili mediante la vaccinazione, evidenze più forti in merito alla correlazione tra influenza ed eventi cardiovascolari potrebbero indurre ad implementare la copertura vaccinale, estendendola anche ai soggetti ad elevato rischio cardiovascolare. Questo studio ha analizzato l’associazione tra ospedalizzazione per IMA e...leggi la news
  • L’acido urico come marker di rischio per scompenso cardiaco nell’iperteso in trattamento: i risultati del British Regional Heart Study
    Fonte: Wannamethee SG et al. Int J Cardiol 2018;252:187-192. doi: 10.1016/j.ijcard.2017.11.083. I livelli sierici di acido urico sono direttamente correlati all’attività della xantina ossidasi, la quale è causa di stress ossidativo, considerato tra i meccanismi patogenetici implicati nella fisiopatologia dello scompenso cardiaco (SC). Dal momento che la xantina ossidasi va incontro ad up-regulation nello SC, l’iperuricemia potrebbe rappresentare un indicatore dell’aumentata attività enzimatica, utile ad individuare i pazienti a rischio di scompenso. Alcuni studi recenti riportano un’associazione tra SC e iperuricemia, tuttavia l’eventuale relazione causale tra le due condizioni è ancora oggetto di dibattito. Un sottostudio del British Regional Heart Study ha analizzato la relazione tra uricemia e incidenza di SC in una popolazione di...leggi la news
  • La terapia di combinazione a dose fissa di perindopril / amlodipina aumenta il tasso di permanenza in terapia e riduce il numero di farmaci antipertensivi concomitanti
    Fonte: Curr Med Res Opin. 2018 Jan 27:1-14. doi: 10.1080/03007995.2018.1433648. Queste sono le conclusioni dei ricercatori coordinati da Borghi C. dell’università di Bologna coadiuvato dall’economista Degli Esposti L. I ricercatori hanno voluto valutare i cambiamenti nell'aderenza al trattamento nei pazienti che passavano o da perindopril e / o amlodipina in monoterapia (terapia a singola pillola, TSP) o dalla combinazione della stessa terapia di due pillole a una combinazione a dose fissa (TCF) . È stato eseguito un ampio studio di coorte retrospettivo, in 3 Unità sanitarie locali italiane. Sono stati selezionati tutti i soggetti adulti che hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci antipertensivi tra il 01/01/2010 e il 31/12/2014. La data della prima prescrizione...leggi la news
  • CONFIRM study: La TC coronarica migliora la prognosi della mortalità per tutte le cause a 6 anni rispetto alla valutazione dei soli fattori di rischio convenzionali
    Fonte: Cho I - Eur Heart J. 2018 Jan 20. doi: 10.1093/eurheartj/ehx774. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Cho I. del NewYork-Presbyterian Hospital, New York, USA. Il beneficio prognostico a lungo termine dei risultati dell'angiografia tomografica computerizzata coronarica (coro TC) in popolazioni asintomatiche affette da malattia coronarica (CAD) non è noto pertanto i ricercatori hanno eseguito uno studio prospettico internazionale in cui hanno valutato soggetti asintomatici senza CAD nota sottoposti a calcio score dell'arteria coronaria (CACS) e TC coronarica (n = 1226). I risultati dell'angiografia tomografica computerizzata coronarica includevano la gravità della stenosi dell'arteria coronaria, la composizione della placca e la posizione del segmento coronarico. Utilizzando test statistici è...leggi la news
  • Vi è una forte associazione dose-risposta tra escrezione urinaria di sodio e pressione arteriosa e un'associazione inversa tra escrezione urinaria di potassio e pressione arteriosa
    Fonte: Jackson SL - Circulation. 2018 Jan 16;137(3):237-246. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Jackson SL del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, USA. E’ noto che l’assunzione di più elevate quantità di sodio e ridotte quantità di potassio è associata a un aumento della pressione arteriosa. Tuttavia, la forma e l'entità di queste associazioni possono variare in base alle caratteristiche del paziente o al metodo di valutazione dell'assunzione. L'escrezione urinaria delle 24 ore di sodio e di potassio è l’effetto della loro assunzione giornaliera e non è alterabile dal metodo di analisi, pertanto i ricercatori hanno voluto valutare le associazioni tra pressione arteriosa e ipertensione in...leggi la news

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