Miectomia settale trans-apicale: first in human!
Fonte: Fang, et al. 10.1016/j.jacc.2023.05.052.

Al fine di semplificare il trattamento chirurgico per la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (hypertrophic obstructive cardiomyopathy, HOCM) è stata sviluppata una nuova procedura chiamata miectomia settale transapicale a cuore battente (transapical beating-heart septal myectomy TA-BSM). In questo studio, gli autori hanno testato il l'efficacia di tale tecnica per la prima volta nell’uomo. Sono stati arruolati pazienti con HOCM che presentavano sintomi gravi non responsivi ai farmaci. La procedura consisteva nell'effettuare un piccolo taglio nel torace e utilizzare uno specifico dispositivo per rimuovere una parte del setto cardiaco sotto guida ecografica, senza necessità di cardioplegia e macchina cuore-polmone. L’estensione della miectomia è stata regolata fino ad ottenere una riduzione adeguata dell'ostruzione al tratto di efflusso del ventricolo sinistro e dell’insufficienza mitralica, fino a un gradiente <30/50 mm Hg a riposo e durante l'esercizio e un’insufficienza mitralica lieve a un follow-up di 3 mesi. Dei 46 pazienti seguiti per 3 mesi, 42 hanno ottenuto il successo procedurale. Il gradiente più elevato è diminuito da 86 mm Hg a 19 mm Hg dopo 3 mesi. La valutazione dell’insufficienza mitralica si è ridotta a lieve in 45 pazienti a 3 mesi. Un paziente è deceduto a causa di motivi non correlati al dispositivo il decimo giorno dopo l'operazione. Altri eventi avversi rilevanti hanno incluso una perforazione del setto ventricolare ritardata e una lacerazione apicale del ventricolo sinistro durante l'intervento.

leggi anche
  • Onde delta e malattie cardiovascolari: chi dorme non piglia infarti?
    Fonte: Ai, et al. 10.1016/j.jacc.2024.02.040. L’attività cerebrale con onde delta è una caratteristica prominente del sonno profondo, significativamente associata alla qualità del sonno. Gli autori di questo studio hanno ipotizzato che l’alterazione di tale attività potesse predire il rischio a lungo termine di malattie cardiovascolari (cardiovascular disease, CVD) e la mortalità per CVD. Per testare questa ipotesi, gli autori hanno utilizzato un metodo complesso, basato sull'entropia della potenza spettrale per valutare l'attività delle onde delta durante il sonno registrato con polisonnogrammi notturni in 4.058 partecipanti allo studio SHHS (Sleep Heart Health Study) e in 2.193 partecipanti allo studio MrOS (Osteoporotic Fractures in Men Study). Durante un follow-up medio di 11,0 ± 2,8 anni nello studio...leggi la news
  • Terapia della miocardite: è tempo di personalizzarla?
    Fonte: Caforio, et al. 10.1002/ejhf.3220. Il ruolo della terapia immunosoppressiva standardizzata è stato precedentemente studiato nella miocardite linfocitaria con scompenso cardiaco confermata da biopsia. In questo studio, gli autori hanno quindi valutato l'efficacia e la sicurezza della terapia immunosoppressiva personalizzata nella miocardite immunomediata confermata da biopsia, indipendentemente dall'istologia e dalla presentazione clinica. Una serie di pazienti consecutivi con miocardite confermata da biopsia trattati con terapia immunosoppressiva personalizzata a lungo termine on top alla terapia medica ottimale sono stati confrontati con controlli non sottoposti a IS, utilizzando un’analisi di propensity-score weighting. L'outcome primario era una combinazione di morte o trapianto di cuore, l'outcome secondario era una combinazione di funzione biventricolare, variazione della classe NYHA e recidiva...leggi la news
  • Stress cronico e aterosclerosi: in cerca di risposte
    Fonte: Gharios, et al. 10.1093/eurheartj/ehae149. Lo stress cronico è associato a un maggior rischio di malattie cardiovascolari, ma i meccanismi rimangono poco chiari. In questo studio, è stato dunque utilizzato un insieme di tecniche di imaging avanzato per identificare i fenotipi neurali correlati allo stress cronico e all'aterosclerosi. Ventisette individui con disturbo da stress post-traumatico (PTSD), 45 controlli esposti a traumi senza PTSD e 22 controlli sani sono stati sottoposti a tomografia a emissione di positroni con fluorodesossiglucosio e a risonanza magnetica (18F-FDG PET/MRI) per valutare l'infiammazione e il burden aterosclerotico. L'infiammazione sistemica è stata inoltre valutata utilizzando la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) e l'imaging leucopoietico (captazione di 18F-FDG nella milza e nel...leggi la news
  • Identificazione precoce dell’interessamento cardiaco in portatori di mutazioni patogenetiche di geni associati a cardiomiopatia ipertrofica
    Fonte: Negri F, Sanna GD, Di Giovanna G, et al. Circ Cardiovasc Imaging. 2024;17:e016042. Un recente studio ha evidenziato come la risonanza magnetica cardiaca con tecnica “feature tracking” possa rivelare anomalie precliniche nei portatori di mutazioni dei geni del sarcomero associati alla cardiomiopatia ipertrofica, anche in assenza di ipertrofia ventricolare sinistra manifesta. Lo studio multicentrico ha analizzato 38 soggetti con HCM subclinica e 42 volontari sani, utilizzando la risonanza magnetica cardiaca per valutare lo strain radiale, circonferenziale e longitudinale globale del ventricolo sinistro. I portatori di mutazioni presentavano, in media, valori di strain ridotti rispetto ai controlli sani, indicando un'alterazione della funzione miocardica prima dello sviluppo di anomalie strutturali evidenti. Questo potrebbe permettere una diagnosi...leggi la news

Primo Piano

Attendi...
loading
3-2020
DiabeLink
ANTICOAGULANTI ORALI? MAI STATI COSÌ SICURI!
AUTOMONITORAGGIO GLICEMICO E TERAPIA DEL DIABETE
Guida Sicura
Speciale
BBMAX
Best Practice
OpenLab
Experience Desk