Scarica App MyGFR
Scarica App MyGFR Scarica App MyGFR
Promuovi un tuo evento
Calcolatore Vascular Age
Entra in MyCardioLink - il Cardio social
DOAC REal Life Practice
Leggi il documento
High Pressure
Heart & Brain
Thrombosis Clinic
Misura
Entra in OPEN LAB
Entra nella sezione di CardioLink
Entra nella sezione di DiabeLink
Entra in EXPERIENCE DESK
Entra in BEST PRACTICE
Speciale ACC 2019
Speciale AHA 2018
Speciale ESC 2018
Richiedi Cartaceo di CardioLink e DiabeLink

Prossimi Congressi

Beta bloccanti e sanguinamento delle varici esofagee in pazienti epatopatici: meglio i non selettivi!
Fonte: J Am Acad Nurse Pract. 2010 Dec; 22(12): 640-7.

Anche il personale infermieristico ha un ruolo fondamentale nella prevenzione del sanguinamento delle varici esofagee nel paziente epatopatico: a tale personale competono l’insegnamento pratico, l’individuazione dei sintomi basilari precoci, etc. Per questo, particolare interesse ha un lavoro svolto presso il Dipartimento di Endoscopia dell’Università della Pennsylvania, grazie al quale è stato svolto un programma educazionale rivolto agli allievi infermieri. Tale programma, in particolare, è stato indirizzato alla descrizione dettagliata della fisiopatologia dell’ipertensione portale e, successivamente, sull’effettivo uso di beta-bloccanti non selettivi nella prevenzione dei sanguinamenti. Ciò al fine di operare una efficace prevenzione primaria del sanguinamento e di ridurre il rischio di morte. La raccolta di articoli ricavati mediante ISI Web of Science, risalenti al periodo 2004-2009 ed utilizzando le parole-chiave “cirrosi”, “ipertensione portale”, “varici esofagee” e “beta-bloccanti” ed includendo testi accademici, review (sia da articoli di tipo retrospettivo sia da articoli di tipo prospettico) e studi prospettici randomizzati, ha portato a concludere che la cirrosi epatica rappresenta la causa principale di ipertensione portale in Europa ed in Nord America. Le varici esofagee ad essa conseguenti sono, come è noto, il risultato dello sviluppo di circoli collaterali porto-sistemici finalizzati a ridurre la pressione nel sistema portale. In conseguenza dell’anomalo determinarsi un elevato flusso in un distretto normalmente poco “abitato”, l’emorragia a livello delle varici esofagee non è rara ed, anzi, rappresenta la causa maggiore di morbilità e mortalità nell’ipertensione portale. Ciò stante, la prevenzione primaria dell’emorragia da varici esofagee rappresenta, nel paziente epatopatico, un obiettivo cruciale della terapia. In tale contesto, altrettanto cruciale è l’uso dei beta bloccanti non selettivi. L’analisi della letteratura, infatti, dimostra come l’utilizzo di beta bloccanti non selettivi conduca ad una minore pressione portale e ad una riduzione del rischio di sanguinamento da varici esofagee, con conseguente riduzione della mortalità. Ciò stante è sorprendente osservare come davvero pochi pazienti con ipertensione portale e varici esofagee risultino in terapia beta bloccante. Compito del Medico e del personale infermieristico, pertanto, è colmare questo ennesimo gap di trattamento, ottimizzando la terapia beta bloccante in pazienti non certo cardiopatici, ma esposti ad un rischio consistente di morte a causa di sanguinamento dal circolo collaterale esofago-portale.

 
GIUSEPPE CANGIANO
quali tra i più recenti beta-bloccanti possono avere la stessa efficacia del vecchio ma efficace propranololo?
inserito il: 02-02-2011 19:45
 
 
ENRICO MARIA GRECO
Interessante vedere la formazione del profilo infermieristico all' Estero circa le varici esofagee!. 40 anni fa in Canada, ad esempio, i tecnici eseguivano l' ecocardio o le anestesie in sala operatoria, sotto il controllo di un medico specialista. Da noi solo da poco è finito il "mansionario"
inserito il: 08-02-2011 13:50
 
  • Impiego dei biomarker cardiaci per la stima delle dimensioni dell’infarto nelle prime fasi dello STEMI
    Fonte: Tiller C et al. Eur J Intern Med. Epub ahead of print. 2019 doi: 10.1016/j.ejim.2019.03.001. La troponina T ad elevata sensibilità (hsTnT) rappresenta il biomarker di scelta per stimare le dimensioni dell’area infartuata nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI). Tuttavia, i valori di hsTnT rilevati all’ingresso presentano generalmente una scarsa correlazione con le dimensioni dell’infarto. Per questo motivo Tiller et al. hanno indagato il possibile impiego di altri biomarker che generalmente vengono dosati nei pazienti con STEMI all’inizio del ricovero e che potrebbero essere utili a questo scopo, in aggiunta alla hsTnT. E’ stato condotto uno studio osservazionale prospettico in cui sono stati arruolati 161 pazienti consecutivi ricoverati per...leggi la news
  • Il rischio di morte cardiaca improvvisa nel paziente iperteso senza malattia cardiovascolare nota
    Fonte: Verdecchia P et al. Hypertension. May 2019;73:1071–1078. https://doi.org/10.1161/HYPERTENSIONAHA.119.12684 . Questo studio ha indagato i fattori di rischio per morte cardiaca improvvisa (MI) nel paziente iperteso che non presenta malattia cardiovascolare nota. In particolare, Verdecchia et al. presentano i dati di follow-up di una coorte di 3.242 soggetti ipertesi senza evidenza di patologia coronarica o cerebrovascolare alla valutazione basale, sottoposti a ECG e monitoraggio pressorio nelle 24h e seguiti nel tempo per un periodo di durata media pari a 10.3 anni. All’arruolamento i partecipanti avevano un’età media di 50 anni; il 45% della popolazione era costituito da donne, il 61% da soggetti affetti da diabete mellito tipo 2. I partecipanti presentavano valori pressori clinici medi...leggi la news
  • La duplice terapia anti-ipertensiva nel paziente di colore: confronto tra amlodipina, idroclorotiazide e perindopril
    Fonte: Ojji DB et al. N Engl J Med. Epub ahead of print 2019. doi: 10.1056/NEJMoa1901113. Nei soggetti di colore la prevalenza di ipertensione è elevata e il trattamento anti-ipertensivo richiede generalmente due o più farmaci per il raggiungimento del target pressorio. Al momento però non è chiaro quale sia la combinazione più efficace tra quelle disponibili. Questo studio randomizzato in singolo cieco condotto in sei diversi paesi dell’Africa subsahariana ha arruolato 728 soggetti di colore con ipertensione non controllata (≥140/90 mmHg in assenza di terapia farmacologica o in monoterapia), che sono stati randomizzati a ricevere per un periodo di due mesi un trattamento anti-ipertensivo con una delle seguenti combinazioni: amlodipina 5 mg associata a...leggi la news
  • Valore prognostico della natriemia nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione d’eiezione conservata
    Fonte: Imran TF et al. Int J Cardiol. Epub ahead of print 2019. doi: 10.1016/j.ijcard.2019.03.040. Gli autori di questo studio hanno valutato se controlli seriati della natriemia (Na) nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione d’eiezione conservata (HfpEF) possono essere utili ad identificare i soggetti a maggior rischio di outcome avversi. Nell’analisi sono stati inclusi 50.932 soggetti con HFpEF per i quali erano disponibili 759.577 dosaggi della Na; mediante l’analisi di Cox è stata quindi analizzata l’associazione tra i dosaggi ripetuti della Na e la mortalità. Durante il follow-up, di durata mediana pari a 2.9 anni (IQR: 1.2–5.4), si sono verificati 19.011 decessi. All’analisi multivariata, dopo aggiustamento per caratteristiche demografiche, filtrato glomerulare, kaliemia e principali farmaci...leggi la news
  • Nell’ultimo decennio sia in Canada che negli Stati Uniti vi sono state riduzioni simili nei re-ricoveri per tutte le cause a 30 giorni nei pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca
    Fonte: Samsky - JAMA Cardiol. 2019. doi: 10.1001/jamacardio.2019.0766. [Epub ahead of print]. Queste sono le conclusioni dello studio coordinato da Samsky della Duke University, Durham, USA. In questo studio I ricercatori hanno voluto esaminare i cambiamenti riguardanti la durata del ricovero in ospedale e i tassi di riammissione a 30 giorni nei pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca verificatisi dal 1° aprile 2005 al 31 dicembre 2015 negli Stati Uniti e in Canada. Lo studio ha incluso pazienti ammessi con una diagnosi primaria di insufficienza cardiaca negli ospedali canadesi e statunitensi tra il 1° aprile 2005 e il 31 dicembre 2015. Lo studio ha esaminato i trend di durata del ricovero e di riammissioni in entrambi...leggi la news

Primo Piano

Attendi...
loading
2-2019
DiabeLink
ANTICOAGULANTI ORALI? MAI STATI COSÌ SICURI!
AUTOMONITORAGGIO GLICEMICO E TERAPIA DEL DIABETE
Guida Sicura
Speciale
BBMAX
Best Practice
OpenLab
Experience Desk