Scarica App MyGFR
Scarica App MyGFR Scarica App MyGFR
Promuovi un tuo evento
Calcolatore Vascular Age
Entra in MyCardioLink - il Cardio social
DOAC REal Life Practice
Leggi il documento
High Pressure
Heart & Brain
Thrombosis Clinic
Misura
Entra in OPEN LAB
Entra nella sezione di CardioLink
Entra nella sezione di DiabeLink
Entra in EXPERIENCE DESK
Entra in BEST PRACTICE
Speciale ACC 2019
Speciale AHA 2018
Speciale ESC 2018
Richiedi Cartaceo di CardioLink e DiabeLink

Prossimi Congressi

QUAL E’ LO STATO DI SALUTE CARDIOVASCOLARE DEI CARDIOLOGI ITALIANI?

Presto una risposta dallo Studio SOCRATES (Survey On Cardiac Risk profile And lyfesTylE habitS in a cohort of Italian cardiologists)

a cura di Pompilio Faggiano e Pier Luigi Temporelli
Coordinatori Studio SOCRATES

Una corretta ed efficace prevenzione primaria (e secondaria) delle malattie cardio-cerebro-vascolari si basa, da un lato, su strategie di popolazione che incidano in modo rilevante sugli stili di vita del più ampio numero possibile di soggetti e, dall’altro, su strategie di approccio individuale che tengano conto del profilo di rischio del singolo individuo. Lo specialista Cardiologo ha avuto, ed ha tuttora, un ruolo fondamentale nella diffusione delle conoscenze sulla necessità di stratificare il rischio cardiovascolare e sulle misure appropriate di prevenzione. E’ tipico della cultura cardiologica proporre e coordinare studi epidemiologici sulla relazione tra i fattori di rischio cardiovascolare e la malattia aterosclerotica, organizzare studi di intervento sui singoli fattori di rischio e sugli effetti degli adeguati approcci terapeutici sulla incidenza di eventi cardiovascolari e, soprattutto, “disseminare“ la cultura della prevenzione cardiovascolare nella classe medica, tra le altre figure professionali sanitarie, nella popolazione generale e nel singolo individuo. Per fare tutto ciò è ipotizzabile, ed auspicabile, che il Cardiologo sia particolarmente attento al proprio profilo di rischio cardiovascolare e rappresenti il più possibile un soggetto con “profilo di rischio ideale” (1), così da costituire un “modello” cui la popolazione generale possa fare riferimento. Sorprendentemente, vi sono informazioni molto limitate sullo stato di salute cardiovascolare della classe medica e dei Cardiologi in particolare, ed i dati disponibili sono poco confortanti in termini di aderenza a corretti stili di vita e di ottimale (o perlomeno adeguato) controllo dei fattori di rischio; inoltre, la classe medica tende a sottostimare su se stessa il peso del singolo fattore di rischio e, quindi, del rischio cardiovascolare globale (2-6).
Sulla base di queste premesse, l’Area Prevenzione Cardiovascolare della Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e la Società Italiana di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva (GICR-IACPR), con la collaborazione delle Associazioni Regionali Cardiologi Italiani (ARCA), hanno avviato una indagine conoscitiva sullo stato di salute cardiovascolare dei Cardiologi italiani, attraverso l’invio web-based di un breve ma esauriente questionario finalizzato a fotografare il profilo di rischio cardiovascolare e lo stile di vita di una ampia quota di Cardiologi italiani.
Gli obiettivi della indagine sono molteplici, tra cui:
a) colmare una lacuna conoscitiva sul profilo di rischio cardiovascolare di una categoria di soggetti, di età generalmente compresa tra 30 e 70 anni, classicamente considerata “molto informata” sui meccanismi patogenetici delle malattie cardiovascolari, sul ruolo dei fattori di rischio cardiovascolari e sulle modalità di controllo degli stessi;
b) identificare discrepanze tra le competenze specifiche nei confronti della malattia cardiovascolare e dei suoi trattamenti e atteggiamenti individuali a rischio o trattamenti inadeguati, potenzialmente modificabili;
c) contribuire ad avviare progetti finalizzati di educazione sanitaria ed interventi strutturati, con comprensibili ricadute anche sulla popolazione di soggetti/pazienti in cura presso il singolo Cardiologo preso in considerazione.

Non a caso al progetto è stato dato il nome "SOCRATES", acronimo di "Survey On Cardiac Risk profile And lyfesTylE habitS in a cohort of Italian cardiologists". A partire da Gennaio 2012 i Cardiologi iscritti alle Società Scientifiche coinvolte riceveranno via e-mail un invito a partecipare a questa indagine conoscitiva. E’ prevista la compilazione, in forma assolutamente anonima, di un questionario elaborato ad hoc per essere di rapida e semplice compilazione e, allo stesso tempo, il più possibile esaustivo rispetto agli obiettivi dello studio. Al termine della compilazione, sarà possibile l’invio guidato web-based su un portale dedicato a SOCRATES. L'acquisizione dei questionari da parte dei Cardiologi che vorranno aderire è prevista nell'arco dei 3 mesi successivi all'avvio dell'indagine. Seguirà l’analisi statistica dei dati e la diffusione dei risultati in ambiti congressuali delle rispettive società, su riviste di settore e su canali informatici cardiologici e non.

Bibliografia
1. Lloyd-Jones DM et al. Defining and Setting National Goals for Cardiovascular Health Promotion and Disease Reduction. The American Heart Association’s Strategic Impact Goal Through 2020 and Beyond. Circulation. 2010;121:586-613.
2. Scranton E et al. Lack of Cholesterol Awareness among Physicians Who Smoke. Int. J. Environ. Res. Public Health 2009, 6:635-642.
3. Scranton RE et al. Characteristics Associated with Differences in Reported Versus Measured Total Cholesterol Among Male Physicians. The Journal of Primary Prevention 2005; 26:51-61.
4. Kay MP et al. Doctors do not adequately look after their own physical health. MJA 2004; 181: 368–370.
5. Mathavan A. Madurai Area Physicians Cardiovascular Health Evaluation Survey (MAPCHES) – an alarming status. Can J Cardiol 2009;25(5):303-308.
6. Abuissa H et al. Personal Health Habits of American Cardiologists. Am J Cardiol 2006; 97: 1093–1096.
 
GIAN MICHELE CIANCIULLI
Se mettete l'apostrofo a "qual è, lo stato di salute non è ottimale
inserito il: 11-01-2012 18:55
 
 
VITTORIO FABBROCINI
E' interessante conoscere come i cultori e professionisti della Cardiologia in Italia si conportano nella prevenzione delle malattie cardiovascvolari per se stessi. Potremmo scoprire che non esistono grandi differenze nella necessaria prevenzione cardiovascolare dal resto delle persone.
In merito poi alla osservazione del collega Gian Michele Cianciulli su "qual'è" con l'apostrofo, certamente trattasi di un errore scolastico, ma è opportuno non creare un nuovo "caso SAVIANO", che tante polemiche ha suscitato tra i pro e contro.
Vittorio Fabbrocini
inserito il: 11-01-2012 20:10
 
 
MARIO SAVERIO SPAGNUOLO
Beh, agli incontri con i colleghi cardiologi i buffet vengono puntualmente "sbafati" ed i posacenere ripetutamente colmati! Ma sarà solo colpa di una dissennata minoranza.
inserito il: 12-01-2012 16:01
 
 
MARIA GRAZIA GIULIANI
mggiuliani 12-01 2012
Capisco che SOCRATES è un acronimo per ...cardiologi ma vi assicuro che gli anestesisti(come anche altri specialisti)dovrebbero inserisi in questo studio.
Tutta la classe "sanitaria"è a rischio!!E' un invito a tutti i colleghi a non essere troppo superficiali con se stessi.
inserito il: 12-01-2012 17:20
 
 
RICCARDO GUGLIELMI
Sono Riccardo Guglielmi, cardiologo a Bari.
Sono iscritto all'ANCE, la società scientica dei Cardiologi del territorio ed ho la carica di Tesoriere nazionale.
Il progetto SOCRATES è un'iniziativa lodevole che parte dall'ANMCO, importante, ma mi chiedo perchè non viene estesa e gestita inserendo anche gli specialisti cardiologi che operano nel settore extra ospedaliero, per esempio i cardiologici del territorio. Si potrebbero diversificare i gruppi e vedere come la differente attività lavorativa incide sulle malattie cardio-cerebro vascolari. Il coinvolgimento delle altre società scientifiche porterebbe maggiori vantaggi alla ricerca, alla cultura ed ai cittadini. Vorrei sentire qualche altra opinione per sensibilizzare i direttivi nazionali delle principali società scientifiche nazionali ad allargare tale progetto. E' vero che tutta la classe medica è a rischio ma cominciamo a studiare gli specialisti almeno nella globalità della loro specializzazione. Grazie Riccardo Guglielmi
inserito il: 14-01-2012 16:54
 
  • Impiego di apixaban nel paziente con fibrillazione atriale e recente sindrome coronarica acuta
    Fonte: Lopes RD et al. N Engl J Med. 2019 Apr 18;380(16):1509-1524. doi: 10.1056/NEJMoa1817083. In questo trial sono stati arruolati pazienti con fibrillazione atriale e recente sindrome coronarica acuta sottoposta ad angioplastica, randomizzati a ricevere una profilassi cardioembolica con warfarin o apixaban in associazione ad un inibitore del recettore P2Y12. Gli stessi partecipanti sono stati poi trattati con cardioaspirina o placebo per un periodo di sei mesi. L'outcome primario dello studio era rappresentato dagli eventi emorragico, maggiori o comunque clinicamente rilevanti. Gli outcome secondari includevano la mortalità, l'ospedalizzazione e un composito degli eventi ischemici. Allo studio hanno partecipato 33 paesi e sono stati arruolati 4.614 pazienti. I risultati non hanno mostrato interazioni significative tra i...leggi la news
  • Efficacia della teofillina nei pazienti con sincope senza prodromi e cuore sano
    Fonte: Brignole et al. Int J Cardiol. 2019 Aug 15;289:70-73. doi: 10.1016/j.ijcard.2019.03.043. Alcuni lavori recentemente pubblicati in letteratura descrivono il riscontro di bassi livelli di adenosina plasmatica nei pazienti con storia di sincope senza prodromi o con prodromi fugaci (<5 sec) e nessuna evidenza di cardiopatia. Si ipotizza quindi che questi pazienti possano beneficiare del trattamento con teofillina, un antagonista non selettivo dei recettori dell’adenosina. Brignole e colleghi presentano una case series di 16 pazienti con sincope asistolica documentata trattati con teofillina, nei quali è stata analizzata l’incidenza di recidive sincopali durante due periodi di studio, in assenza di trattamento e durante la somministrazione di teofillina. I pazienti inclusi nell’analisi comprendevano 9 donne e presentavano...leggi la news
  • La riabilitazione cardiologica nei pazienti con arteriopatia periferica
    Fonte: Devrome AN et al. Int J Cardiol. 2019 Jun 15;285:108-114. doi: 10.1016/j.ijcard.2019.02.070. I pazienti con indicazione a riabilitazione cardiologica presentano spesso anche una vasculopatia polidistrettuale con arteriopatia periferica (AOP). Tuttavia, i soggetti con AOP hanno una ridotta capacità di esercizio e questo è causa di una minore adesione ai percorsi riabilitativi. Inoltre, ad oggi, non è chiaro quale sia l’impatto dell’AOP sui benefici prodotti dalla riabilitazione cardiologica. A questo scopo Devrome et al. hanno indagato l’associazione tra AOP, partecipazione alla riabilitazione cardiologica e mortalità in 23.215 pazienti indirizzati ad un ciclo di riabilitazione cardiologica della durata di 12 settimane. La popolazione analizzata aveva un’età media di 61 anni e comprendeva 1.366 soggetti con diagnosi...leggi la news
  • L’influenza aumenta il rischio di ospedalizzazione per scompenso cardiaco
    Fonte: Kytömaa S et al. Epub ahead of print JAMA Cardiol 2019. doi: 10.1001/jamacardio.2019.0549. E’ noto che l’influenza si associa ad un aumento del rischio di eventi cardiovascolari, mentre pochi studi hanno indagato le conseguenze del virus sul rischio di ospedalizzazione, soprattutto per scompenso cardiaco. Questo studio ha analizzato la relazione temporale tra l’infezione da virus influenzali e l’ospedalizzazione per scompenso cardiaco (SC) ed infarto miocardico (IMA). In base ai dati del Centers for Disease Control and Prevention Surveillance Network, è stata misurata l’attività mensile del virus influenzale, definita come la percentuale di pazienti valutati per stato influenzale da alcuni medici sentinella. Inoltre, nell’ambito dello studio di popolazione Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) sono stati...leggi la news
  • L’età influenza il trattamento farmacologico dello scompenso cardiaco a ridotta frazione d’eiezione
    Fonte: Veenis JF et al. Epub ahead of print. European Journal of Preventive Cardiology 2019. DOI: 10.1177/2047487319835042. In questo studio Veenis et al. presentano i dati di un ampio registro olandese di pazienti ambulatoriali affetti da scompenso cardiaco (SC). L’analisi di questi dati mette in evidenza alcuni aspetti molto interessanti relativi al trattamento dello SC nel paziente anziano e dimostra che l’età del paziente influenza il clinico nelle sue scelte terapeutiche. Il registro comprendeva 8.351 pazienti con SC a ridotta frazione d’eiezione seguiti presso 34 ambulatori nel periodo 2013-2016; l’età media era di 72 anni. I pazienti sono stati suddivisi in tre sottogruppi in base alle seguenti fasce di età: <60 anni (13.9%); 60–74 anni...leggi la news

Primo Piano

Attendi...
loading
2-2019
DiabeLink
ANTICOAGULANTI ORALI? MAI STATI COSÌ SICURI!
AUTOMONITORAGGIO GLICEMICO E TERAPIA DEL DIABETE
Guida Sicura
Speciale
BBMAX
Best Practice
OpenLab
Experience Desk