Scarica App MyGFR
Scarica App MyGFR Scarica App MyGFR
Promuovi un tuo evento
Calcolatore Vascular Age
Entra in MyCardioLink - il Cardio social
DOAC REal Life Practice
Leggi il documento
High Pressure
Heart & Brain
Thrombosis Clinic
Misura
Entra in OPEN LAB
Entra nella sezione di CardioLink
Entra nella sezione di DiabeLink
Entra in EXPERIENCE DESK
Entra in BEST PRACTICE
Speciale ESC 2018
Speciale ACC 2018
Speciale AHA 2017
Richiedi Cartaceo di CardioLink e DiabeLink

Prossimi Congressi

QUAL E’ LO STATO DI SALUTE CARDIOVASCOLARE DEI CARDIOLOGI ITALIANI?

Presto una risposta dallo Studio SOCRATES (Survey On Cardiac Risk profile And lyfesTylE habitS in a cohort of Italian cardiologists)

a cura di Pompilio Faggiano e Pier Luigi Temporelli
Coordinatori Studio SOCRATES

Una corretta ed efficace prevenzione primaria (e secondaria) delle malattie cardio-cerebro-vascolari si basa, da un lato, su strategie di popolazione che incidano in modo rilevante sugli stili di vita del più ampio numero possibile di soggetti e, dall’altro, su strategie di approccio individuale che tengano conto del profilo di rischio del singolo individuo. Lo specialista Cardiologo ha avuto, ed ha tuttora, un ruolo fondamentale nella diffusione delle conoscenze sulla necessità di stratificare il rischio cardiovascolare e sulle misure appropriate di prevenzione. E’ tipico della cultura cardiologica proporre e coordinare studi epidemiologici sulla relazione tra i fattori di rischio cardiovascolare e la malattia aterosclerotica, organizzare studi di intervento sui singoli fattori di rischio e sugli effetti degli adeguati approcci terapeutici sulla incidenza di eventi cardiovascolari e, soprattutto, “disseminare“ la cultura della prevenzione cardiovascolare nella classe medica, tra le altre figure professionali sanitarie, nella popolazione generale e nel singolo individuo. Per fare tutto ciò è ipotizzabile, ed auspicabile, che il Cardiologo sia particolarmente attento al proprio profilo di rischio cardiovascolare e rappresenti il più possibile un soggetto con “profilo di rischio ideale” (1), così da costituire un “modello” cui la popolazione generale possa fare riferimento. Sorprendentemente, vi sono informazioni molto limitate sullo stato di salute cardiovascolare della classe medica e dei Cardiologi in particolare, ed i dati disponibili sono poco confortanti in termini di aderenza a corretti stili di vita e di ottimale (o perlomeno adeguato) controllo dei fattori di rischio; inoltre, la classe medica tende a sottostimare su se stessa il peso del singolo fattore di rischio e, quindi, del rischio cardiovascolare globale (2-6).
Sulla base di queste premesse, l’Area Prevenzione Cardiovascolare della Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e la Società Italiana di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva (GICR-IACPR), con la collaborazione delle Associazioni Regionali Cardiologi Italiani (ARCA), hanno avviato una indagine conoscitiva sullo stato di salute cardiovascolare dei Cardiologi italiani, attraverso l’invio web-based di un breve ma esauriente questionario finalizzato a fotografare il profilo di rischio cardiovascolare e lo stile di vita di una ampia quota di Cardiologi italiani.
Gli obiettivi della indagine sono molteplici, tra cui:
a) colmare una lacuna conoscitiva sul profilo di rischio cardiovascolare di una categoria di soggetti, di età generalmente compresa tra 30 e 70 anni, classicamente considerata “molto informata” sui meccanismi patogenetici delle malattie cardiovascolari, sul ruolo dei fattori di rischio cardiovascolari e sulle modalità di controllo degli stessi;
b) identificare discrepanze tra le competenze specifiche nei confronti della malattia cardiovascolare e dei suoi trattamenti e atteggiamenti individuali a rischio o trattamenti inadeguati, potenzialmente modificabili;
c) contribuire ad avviare progetti finalizzati di educazione sanitaria ed interventi strutturati, con comprensibili ricadute anche sulla popolazione di soggetti/pazienti in cura presso il singolo Cardiologo preso in considerazione.

Non a caso al progetto è stato dato il nome "SOCRATES", acronimo di "Survey On Cardiac Risk profile And lyfesTylE habitS in a cohort of Italian cardiologists". A partire da Gennaio 2012 i Cardiologi iscritti alle Società Scientifiche coinvolte riceveranno via e-mail un invito a partecipare a questa indagine conoscitiva. E’ prevista la compilazione, in forma assolutamente anonima, di un questionario elaborato ad hoc per essere di rapida e semplice compilazione e, allo stesso tempo, il più possibile esaustivo rispetto agli obiettivi dello studio. Al termine della compilazione, sarà possibile l’invio guidato web-based su un portale dedicato a SOCRATES. L'acquisizione dei questionari da parte dei Cardiologi che vorranno aderire è prevista nell'arco dei 3 mesi successivi all'avvio dell'indagine. Seguirà l’analisi statistica dei dati e la diffusione dei risultati in ambiti congressuali delle rispettive società, su riviste di settore e su canali informatici cardiologici e non.

Bibliografia
1. Lloyd-Jones DM et al. Defining and Setting National Goals for Cardiovascular Health Promotion and Disease Reduction. The American Heart Association’s Strategic Impact Goal Through 2020 and Beyond. Circulation. 2010;121:586-613.
2. Scranton E et al. Lack of Cholesterol Awareness among Physicians Who Smoke. Int. J. Environ. Res. Public Health 2009, 6:635-642.
3. Scranton RE et al. Characteristics Associated with Differences in Reported Versus Measured Total Cholesterol Among Male Physicians. The Journal of Primary Prevention 2005; 26:51-61.
4. Kay MP et al. Doctors do not adequately look after their own physical health. MJA 2004; 181: 368–370.
5. Mathavan A. Madurai Area Physicians Cardiovascular Health Evaluation Survey (MAPCHES) – an alarming status. Can J Cardiol 2009;25(5):303-308.
6. Abuissa H et al. Personal Health Habits of American Cardiologists. Am J Cardiol 2006; 97: 1093–1096.
 
GIAN MICHELE CIANCIULLI
Se mettete l'apostrofo a "qual è, lo stato di salute non è ottimale
inserito il: 11-01-2012 18:55
 
 
VITTORIO FABBROCINI
E' interessante conoscere come i cultori e professionisti della Cardiologia in Italia si conportano nella prevenzione delle malattie cardiovascvolari per se stessi. Potremmo scoprire che non esistono grandi differenze nella necessaria prevenzione cardiovascolare dal resto delle persone.
In merito poi alla osservazione del collega Gian Michele Cianciulli su "qual'è" con l'apostrofo, certamente trattasi di un errore scolastico, ma è opportuno non creare un nuovo "caso SAVIANO", che tante polemiche ha suscitato tra i pro e contro.
Vittorio Fabbrocini
inserito il: 11-01-2012 20:10
 
 
MARIO SAVERIO SPAGNUOLO
Beh, agli incontri con i colleghi cardiologi i buffet vengono puntualmente "sbafati" ed i posacenere ripetutamente colmati! Ma sarà solo colpa di una dissennata minoranza.
inserito il: 12-01-2012 16:01
 
 
MARIA GRAZIA GIULIANI
mggiuliani 12-01 2012
Capisco che SOCRATES è un acronimo per ...cardiologi ma vi assicuro che gli anestesisti(come anche altri specialisti)dovrebbero inserisi in questo studio.
Tutta la classe "sanitaria"è a rischio!!E' un invito a tutti i colleghi a non essere troppo superficiali con se stessi.
inserito il: 12-01-2012 17:20
 
 
RICCARDO GUGLIELMI
Sono Riccardo Guglielmi, cardiologo a Bari.
Sono iscritto all'ANCE, la società scientica dei Cardiologi del territorio ed ho la carica di Tesoriere nazionale.
Il progetto SOCRATES è un'iniziativa lodevole che parte dall'ANMCO, importante, ma mi chiedo perchè non viene estesa e gestita inserendo anche gli specialisti cardiologi che operano nel settore extra ospedaliero, per esempio i cardiologici del territorio. Si potrebbero diversificare i gruppi e vedere come la differente attività lavorativa incide sulle malattie cardio-cerebro vascolari. Il coinvolgimento delle altre società scientifiche porterebbe maggiori vantaggi alla ricerca, alla cultura ed ai cittadini. Vorrei sentire qualche altra opinione per sensibilizzare i direttivi nazionali delle principali società scientifiche nazionali ad allargare tale progetto. E' vero che tutta la classe medica è a rischio ma cominciamo a studiare gli specialisti almeno nella globalità della loro specializzazione. Grazie Riccardo Guglielmi
inserito il: 14-01-2012 16:54
 
  • Nel paziente con Mild Cognitive Impairment, la Pulse Wave Velocity rappresenta un predittore di progressione a demenza
    Fonte: Rouch L. et al. Hypertension. 2018 Nov;72(5):1109-1116. doi: 10.1161/HYPERTENSIONAHA.118.11443. Sono sempre più numerosi gli studi che indicano la presenza di un’associazione tra i tradizionali fattori di rischio cardiovascolare (diabete mellito, ipertensione arteriosa, …) e i disturbi cognitivi, compresa la demenza di Alzheimer. Il razionale di questa associazione probabilmente deve essere ricercato nel danno vascolare, correlato all’aterosclerosi e arteriosclerosi. Per questo motivo, Rouch e colleghi hanno condotto uno studio che ha analizzato il rischio di progressione del Mild Cognitive Impairment (MCI) a demenza, indagando in particolare il valore predittivo di alcuni indicatori di invecchiamento vascolare, ovvero la Pulse Wave Velocity (PWV), lo spessore medio-intimale, il diametro della carotide e le placche carotidee. Sono stati arruolati...leggi la news
  • Efficacia e sicurezza dei nuovi anticoagulanti orali nel trattamento della trombosi dell’auricola sinistra
    Fonte: Fleddermann A. et al. Am J Cardiol. Epub ahead of print 2018. doi: 10.1016/j.amjcard.2018.09.026. I nuovi anticoagulanti orali (NAO), o anticoagulanti orali diretti, sono sempre più utilizzati nella fibrillazione atriale per la profilassi tromboembolica, mentre sono pochi i dati disponibili relativi al trattamento della trombosi dell’auricola sinistra. Pertanto, questo studio ha valutato l’efficacia dei NAO nel trattamento di una pre-esistente trombosi dell’auricola sinistra, sulla base dei reperti rilevati all’ecocardiogramma transesofageo (ETE) e dell’analisi di outcome clinici. Nello studio sono stati arruolati 33 pazienti con trombosi dell’auricola sinistra trattata con NAO, di cui 18 avevano assunto apixaban, 10 dabigatran e 5 rivaroxaban. L’endpoint primario dello studio era rappresentato dalla risoluzione della trombosi all’ETE o dai...leggi la news
  • Sicurezza e outcome della pericardiocentesi nel versamento pericardico di origine neoplastica
    Fonte: Lekhakul A. et al. Am J Cardiol. 2018;122(6):1091-1094. doi: 10.1016/j.amjcard.2018.06.002. Le neoplasie rappresentano una delle cause più comuni di versamento pericardico, che in questi casi è spesso di entità significativa e quindi sintomatico. Tuttavia, sono poche le evidenze disponibili in merito alla sicurezza e agli outcome a lungo termine della pericardiocentesi nel versamento pericardico di origine neoplastica. In questo studio sono stati analizzati i dati relativi a 171 pazienti (53% di sesso maschile) con versamento neoplastico, sottoposti a pericardiocentesi eco-guidata nel periodo gennaio 2007 – dicembre 2016. L’età media della popolazione di studio era di 60±15 anni; tra i pazienti valutati, 135 presentavano un carcinoma metastatico, 23 un linfoma o una leucemia cronica e...leggi la news
  • Outcome dei pazienti sottoposti a TAVI: confronto tra l’accesso transfemorale e transapicale
    Fonte: Kumar N. et al. Am J Cardiol 2018 Nov 1;122(9):1520-1526. doi: 10.1016/j.amjcard.2018.07.025. Nei pazienti sottoposti a impianto di valvola aortica transcatetere (TAVI), le analisi post-hoc dei trials clinici hanno mostrato una superiorità dell’accesso transfemorale rispetto a quello transapicale; mancano però dati di outcome provenienti da popolazioni del mondo reale. In questo studio sono stati analizzati i dati relativi a 7.973 pazienti rappresentativi di una popolazione di 39.745 soggetti sottoposti a TAVI tra il 2011 e il 2014 ed è stata creata una coorte di pazienti sottoposti alla procedura con accesso transfemorale e transapicale, selezionata mediante propensity score matching in base a 23 caratteristiche basali. Gli outcome analizzati includevano mortalità intraospedaliera, danno renale acuto (AKI),...leggi la news
  • Losartan versus atenololo per la prevenzione della dilatazione dell’aorta nei pazienti con sindrome di Marfan
    Fonte: Teixido-Tura G et al. J Am Coll Cardiol. 2018;72(14):1613-1618. doi: 10.1016/j.jacc.2018.07.052. I beta-bloccanti rappresentano il trattamento standard nei pazienti con sindrome di Marfan (MFS). Per quanto riguarda invece il losartan, la letteratura riporta dati contrastanti in termini di efficacia, perlopiù derivanti da trial clinici con follow-up di breve durata. Il trial clinico LOAT (LOsartan vs ATenolol) ha arruolato 128 pazienti con MFS, 64 trattati con atenololo e 64 con losartan. In questo studio di Teixido-Tura e colleghi, i pazienti arruolati nel trial LOAT sono stati seguiti in un follow-up della durata di oltre 5 anni, al fine di valutare i benefici derivanti dal trattamento con losartan rispetto al trattamento con atenololo nella prevenzione della...leggi la news

Primo Piano

Attendi...
loading
3-2018
DiabeLink
ANTICOAGULANTI ORALI? MAI STATI COSÌ SICURI!
AUTOMONITORAGGIO GLICEMICO E TERAPIA DEL DIABETE
Guida Sicura
Speciale
BBMAX
Best Practice
OpenLab
Experience Desk