Scarica App MyGFR
Scarica App MyGFR Scarica App MyGFR
Scarica PDF di questo numero
Promuovi un tuo evento
Calcolatore Vascular Age
Entra in MyCardioLink - il Cardio social
DOAC REal Life Practice
Leggi il documento
High Pressure
Heart & Brain
Thrombosis Clinic
Misura
Entra in OPEN LAB
Entra nella sezione di DiabeLink
Entra in EXPERIENCE DESK
Entra in BEST PRACTICE
Speciale AHA 2018
Speciale ESC 2018
Speciale ACC 2018
Richiedi Cartaceo di CardioLink e DiabeLink

Prossimi Congressi

Beta bloccanti nella cirrosi
Fonte: Am J Gastroenterol 2012 Mar; 107(3):428-30.

Da oltre due decadi i beta bloccanti non selettivi rappresentano una componente essenziale nella prevenzione delle emorragie da varici esofagee in pazienti affetti da cirrosi epatica. Mediamente, infatti, i beta bloccanti si sono dimostrati efficaci nel ridurre la comparsa di sanguinamenti da varici, intesi sia come primo sanguinamento che come recidiva del medesimo, e nel migliorare la sopravvivenza dei pazienti cirrotici. Sorprendentemente, in tale contesto epatologico, un recente studio condotto da Hendandez e collaboratori suggerisce anche che l’introduzione del nadololo nel trattamento di soggetti cirrotici con varici di alto grado sia in grado di ritardare o addirittura prevenire l’insorgenza di ascite. Tale asserzione suscita, ovviamente, non poche perplessità e, in effetti, gli stessi autori la anticipano con tutte le dovute cautele. Il suggerito effetto benefico del beta bloccante, è stato riscontrato, infatti, soltanto in pazienti con miglioramento marcato dell’ipertensione portale pre-esistente. E’ giusto, pertanto, ritenere i beta bloccanti utili nel trattamento dei pazienti cirrotici, al fine di prevenire il sanguinamento da varici esofagee. L’ipotesi che essi possano anche contrastare l’insorgenza dell’ascite, tuttavia, ha un suo substrato patogenetico (riduzione dell’ipertensione portale), ma deve essere ulteriormente studiata.

 
ALFIO BIANCHI
buono a sapersi anche se occorrono ulteriori validazioni
inserito il: 23-03-2012 10:49
 
 
MASSIMILIANO POLLONE
Perche' tra tutti i beta-bloccanti a disposizione si e' scelto proprio in questo studio il nadololo che, come e' noto, per lo piu' oggi e' utilizzato solo a scopo antiaritmico e non in realta' per sfruttarne i suoi effetti sistemici come invece avviene per altri beta-bloccanti tipo carvedilolo, bisoprololo, atenololo, ecc.?.
inserito il: 25-03-2012 08:30
 
 
ENRICO MARIA GRECO
Già, perchè il nadololo?
inserito il: 26-03-2012 19:04
 
 
ANTONIO FAVARA PEDARSI
ottimo una conoscenza in più
inserito il: 26-03-2012 22:21
 
 
ANTONIO TRIBULATO
L'uso del nadololo è dettato quasi certamente dal non essere un betabloccante cardioselettivo come invece sono carvedilolo, atenololo e bisoprololo, quest'ultimo ha addirittura azione vasodilatante a livello dei vasi periferici, e certamente nessuno dei tre ha l'azione vasocostrittrice a livello splancnico che determina una riduzione della tensione a livello delle varici esofagee, riducendo così il rischio di rottura e sanguinamento.
inserito il: 26-03-2012 23:34
 
 
ANTONIO SANTANGELO
Antonio Santangelo.Internista.
L'ipertensione portale è associata ad una circolazione iperdinamica ed a vasodilatazione sistemica e splancnica.
Nella cirrosi si assiste ad un rimodellamento della circolazione sanguigna del fegato per cui si riscontrano shunt artero-venosi che tendono a portare la bassa pressione portale a livelli simili a quelli arteriosi.
I recettori beta-2 adrenergici si trovano anche sulla muscolatura liscia
(splancnica)vasale dove esercitano effetti di vasodilatazione.
I beta bloccanti non selettivi
( nadololo o propanololo) sono usati da anni nella gestione del paziente cirrotico con ipertensione portale al fine di ridurre il rischio di sanguinamento da rottura di varici esofagee.
L'aumento del flusso venoso portale conseguente all'aumento del flusso sanguigno nella circolazione splancnica è un altro meccanismo importante per lo sviluppo di ipertensione portale.

I farmaci utilizzati sono i beta-bloccanti non cardioselettivi (propranololo o nadololo)perchè agiscono riducendo la portata cardiaca ed il flusso splancnico che rifornisce fegato e vie collaterali ( varici esofago-gastriche).
Citazione:
LINEE-GUIDA A.I.S.F. PER L’IPERTENSIONE PORTALE
L’obiettivo per il dosaggio della terapia è quello di ridurre la frequenza cardiaca del 20-25%. Se
dopo almeno tre giorni di terapia non si è raggiunto l’obiettivo, si aumenta il dosaggio (es. propranololo
40 mg x 2; nadololo 80 mg x1). Se dopo almeno altri 3 giorni di terapia non si raggiunge l’obiettivo
si aumenta ulteriormente il dosaggio. La dose massima impiegata nella terapia dell’ipertensione
portale è di 120 mg x 2 per il propranololo e di 160 mg x1 per il nadololo.
Successivi controlli della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa saranno opportuni settimanalmente
nel primo mese, e successivamente su base mensile
inserito il: 21-04-2012 07:49